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    Alexis Tsipras e Jean-Claude Juncker

    Ue, bene Tsipras, ora al lavoro

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    Per Berlino “il terzo piano di aiuti e questo non è stato firmato con un governo greco ma con la Repubblica ellenica".

    Adesso al lavoro insieme. Ci sono le basi tecniche e politiche per mettere in pratica l'accordo con i creditori raggiunto ad agosto, non perdiamo tempo. E' questo il messaggio che ad Alexis Tsipras giunge dai palazzi delle istituzioni europee. La disponibilità nei confronti dei nuovo governo ellenico sarà piena.

    A Bruxelles molti esponenti politici europei accarezzavano l'idea di un governo di grande coalizione ad Atene e non è un caso che Jean Claude Juncker insista sulla grande forza delle posizioni pro euro e pro Europa nel nuovo parlamento ellenico, ben oltre i confini dell'alleanza Syriza-Anel.

    "La Grecia ora necessita di ampio sostegno da tutti i partiti, stabilità istituzionale e applicazione tempestiva delle riforme, in modo che torni la fiducia", ha scritto il presidente della Commissione ue in una lettera di congratulazioni indirizzata al leader di Syriza, Alexis Tsipras. Per Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione, "è importante che il nuovo esecutivo si attenga agli impegni sottoscritti, un obiettivo enorme e sostanziale".

    Da Berlino, all'indomani della nuova vittoria elettorale di Tsipras, la cancelliera Angela Merkel ha voluto subito mettere in chiaro che, con il nuovo governo non cambierà nulla in merito alle riforme che la Grecia deve implementare nell'ambito del terzo piano di aiuti di 86 miliardi concesso a luglio.

    "Abbiamo una base molto chiara per superare la crisi del debito. Si tratta degli accordi trovati nel quadro del terzo piano di aiuti e questo non è stato firmato con un governo greco ma con la Repubblica ellenica", ha sottolineato Steffen Seibert, portavoce della cancelliera.

    La prima verifica dell'attuazione del terzo programma di aiuti non comincerà prima di fine ottobre, mese di scadenze fondamentali, a partire dagli interventi sulle pensioni. Poi la ricapitalizzazione delle banche: la seconda tranche di 15 miliardi a favore degli istituti finanziari sarà pronta entro metà novembre, ma solo dopo la conclusione della valutazione degli asset e dello stress test condotti dalla Bce.

    Il momento della democrazia, con nuove elezioni, anche se in tempi di capital control, è terminato ad Atene. Ora l'egenda politica ritorna nella mani della finanza.

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    Tags:
    elezioni parlamentari, BCE, Anel, Syriza, Jean-Claude Juncker, Alexis Tsipras, UE, Grecia
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