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    Profughi siriani

    Perché tutti i "profughi" sono diventati siriani?

    © REUTERS/ Marko Djurica
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    Come per incanto, da qualche giorno, l’Italia e l’Europa intera scopre il “dramma dei profughi siriani”. Tutti, magicamente, da Lampedusa alle isole greche, quelli che arrivano (o vengono direttamente accompagnati) sono diventati "siriani". "Migrante" sta facendo tutt'uno con "siriano".

    Arrivano "siriani" anche dall'Africa nera! Come mai? deve chiedersi l'osservatore con un quoziente intellettivo superiore all'Homo Naledi…

    La risposta è semplice. Dopo aver inculcato ben bene questa "verità" nei tele-sudditi, hanno cominciato a "preoccuparsi" tantissimo perché la Russia avrebbe dislocato in Siria qualche migliaio di "scarponi" armati di tutto punto.

    È "preoccupatissimo" Obama. "Preoccupazioni che vanno ad aggiungersi ad una situazione già preoccupante", echeggia tal Gentiloni messo a fare il Ministro degli Esteri. Quando avremo di nuovo un vero ministro degli Esteri? Israele fa comunque ‘notare' la cosa, tenendo un profilo basso.

    Tutta gente che non s'è mai "preoccupata", e che anzi è andata in visibilio, da quando è cominciata la cosiddetta "Primavera araba", la quale ha prodotto solo sconquassi per l'Europa.

    E come facciano a "preoccuparsi" se la Russia vuol mantenere le sue posizioni nell'area a tutto danno dello "spauracchio" Isis, resta un mistero che potranno svelarci, un giorno, solo gli Hollande, i Cameron e compagnia teatrante che mentre grida "al lupo" porge il coltello con cui le "pecore" (cioè noi) saremo allegramente sacrificati.

    La Turchia, poi, fa il suo gioco (che a noi è interdetto), evacuando il nord della Siria di quanti più curdi è possibile. Gli stessi curdi, notiamolo, che si battono contro lo "Stato islamico" e che perciò intralciano il progetto del "Califfato". E gli Yazidi "in fuga dall'Isis"? Se ne ricorda ancora qualcuno? Chi s'è preso la briga di verificare se preferivano la Siria prima della "rivoluzione"? No, fanno "numero" anche loro, pur di arrivare allo scopo.

    In mezzo a questa rotta di disperati "siriani" c'è di tutto: i poveri iracheni, che a far fagotto han fatto ormai il callo da più di vent'anni; e i soliti palestinesi, le cui drammatiche condizioni di vita non hanno mai "preoccupato" nessuno. A rimpinguare i ranghi dei "siriani" anche afghani, pachistani e bangladeshi, il che appare davvero comico perché sarebbe come far passare per "italiano vero" un norvegese.

    Se in tutto questo non ci fosse la tragedia di gente sballottata senza pietà, ci sarebbe solo da ridere.

    E invece non ci resta che piangere, se si fa due più due, e cioè che dopo l'emergenza "profughi siriani" (tra i quali quelli con le corrette "credenziali" di filo-ribelli saranno più "siriani" degli altri) e una "preoccupazione" incontrollabile per le pretese "mosse ostili" della Russia, scoppierà una guerra devastante che investirà in primo luogo il Libano, dove sono acquartierati circa 2.500 nostri "scarponi".

    Ecco, di quello mi "preoccuperei", se fossi a capo della Farnesina. Non delle dicerie messe in circolazione da chi non vede l'ora di far la guerra alla Russia, obbligandoci a stare dalla sua parte a colpi di "siriani" che scapperebbero non dal macello che la Premiata Ditta Occidentale, sfruttando il settarismo di una minoranza locale, ha scatenato, bensì dalla testarda ed imprevista resistenza dimostrata dal "regime siriano" sostenuto da Russia ed Iran.

    Quindi occhi aperti, perché se la Siria è un campo di battaglia dal 2011 ma solo adesso hanno deciso di mandarci i "siriani", è perché, con tutta probabilità, stanno pensando d'imprimere una netta accelerata alla cosiddetta "crisi siriana".

    Originariamente pubblicato da Enrico Galoppini

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    Tags:
    rifugiati, migranti, profughi, Immigrazione, ISIS in Siria, Profughi siriani, Crisi dei migranti, crisi in Siria, ISIS, Paolo Gentiloni, il ministro degli Esteri, Vladimir Putin, Barack Obama, Siria, USA, Russia
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