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    Artico, Russia e Cina potrebbero cambiare il rapporto di forze

    © Sputnik. Alexander Liskin
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    USA e loro alleati stanno forzando la costruzione dell’infrastruttura militare nell’Artico per far fronte alla crescente presenza delle marine di Russia e Cina nelle regioni polari.

    Gli americani sono stati allarmati dalla recente impresa delle navi cinesi che, dopo le esercitazioni congiunte con la Russia, si sono dirette verso le isole Aleutine. Commentando questo episodio, l'esperto del Centro di analisi sulle strategie e le tecnologie, Vasily Kashin, ha detto a "Sputnik":

    "Le isole Aleutine sono l'unico pezzo del territorio americano che i giapponesi riuscirono ad occupare durante la Seconda guerra mondiale. Nel caso di un qualsiasi deterioramento della situazione politico-militare nel Pacifico queste isole, insieme all'Alaska, diventerebbero un punto debole della difesa americana."

    La Cina sta dimostrando un crescente interesse nei confronti dell'Artico. Questo interesse non è solo economico, ma anche militare. Anzi, rispetto all'impegno economico, l'attività della marina militare crescerà più rapidamente. Al momento le tecnologie della Cina non le permettono di sviluppare neanche i giacimenti offshore dei mari caldi, mentre l'estrazione nelle regioni polari è molto più complessa. La marina invece, malgrado alcune limitazioni, può espandere la sua attività nell'Artico già adesso.

    La presenza militare nell'Artico di uno Stato che non ha suoi territori in questa regione crea una situazione inedita. Tuttavia è assai poco probabile che ci possano essere dei modi legali per impedire la presenza della marina cinese in queste acque. Da questo punto di vista la situazione degli USA è particolarmene difficile, perché gli americani premono tanto per la libertà di navigazione nel mar Cinese Meridionale.

    La Cina sta dimostrando il suo interesse per l'Artico già da tempo. Le navi di superficie sono soltanto l'inizio. In futuro c'è da attendersi il dispiegamento dei sommergibili cinesi, poi di quelli con missili da crociera e infine dei sottomarini strategici a propulsione nucleare. In precedenza si dava per scontato che soltanto i sottomarini di Russia e NATO, con a capo gli USA, fossero in grado di operare sotto i ghiacci. L'avvento di un terzo giocatore crea nuovi risvolti, ma anche delle nuove minacce.

    Al momento non è chiaro, in quale misura la Cina sia pronta a coordinare la sua attività nell'Artico con la Russia, perché tra i due paesi non esiste alcun accordo di alleanza. Tuttavia, Mosca e Pechino già hanno una notevole esperienza per quel che riguara l'interazione e lo svolgimento delle esercitazioni congiunte.

    Anche la Russia sta ampliando la sua presenza nella regione, creando basi dell'aeronautica, infrastruttura della difesa contraerea e presidi dell'esercito. Ai tempi della guerra fredda uno dei fronti principali passava appunto per l'Artico, e anche oggi la regione si trova al centro della contrapposizione russo-americana. Le operazioni della Cina in questa regione, congiuntamente con le forze della Russia, potrebbero cambiare il rapporto di forze in maniera radicale. Per questo però Mosca e Pechino devono mettersi d'accordo sui principi dell'interazione nella regione e sull'equilibrio degli interessi.    

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    Tags:
    Interazione russo-cinese, Artico
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