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    Due giorni al voto ad Atene, in un clima disilluso

    © AP Photo/ Petros Giannakouris
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    I sondaggi offrono esiti di sostanziale parità tra Syriza e Nea DimoKratia. Probabile un governo di coalizione. Tra quali forze politiche lo stabilirà il voto.

    Ultimo giorno di campagna elettorale in Grecia, dove stasera, in piazza Syntagma ad Atene il leader di Syriza, Alexis Tsipras, cercherà di convincere il popolo greco a dare nuovamente la fiducia al suo partito, dato in parità nei sondaggi con i conservatori di Nea Dimokratia.

    Sul palco con Tsipras ci sarà anche Pablo Iglesias, leader di Podemos, mentre porteranno il loro sostegno all'ex premier ellenico anche il tedesco Gregkor Gizi (Die Linke) e il segretario del Partito comunista francese, Pierre Laurent. Una delegazione di Sel giungerà dall'Italia domenica per seguire i risultati elettorali.

    Dei cinque sondaggi pubblicati nelle ultime ore, due vedono Syriza di poco avanti, altri due danno la maggioranza a Nea Dimokratia, mentre un ultimo sondaggio mostra un sostanziale pareggio tra le due formazioni politiche opposte.

    Dato l'imponente programma economico da applicare in cambio di 86 miliardi di prestiti in tre anni, i creditori internazionali di Atene auspicano una coalizione molto ampia, e questa è la stessa linea di Vangelis Meimarakis, leader di Nea Dimokratia.

    Tsipras ha respinto nettamente questa proposta, per "differenze ideologiche che rappresentano interessi sociali completamente diversi".

    In un'intervista a Ta Nea, Tsipras ha ripetuto che l'obiettivo è la "formazione di un governo di sinistra che rinegozi il debito della Grecia". L'ex premier ha inoltre difeso la scelta di dimettersi, dopo la fine del negoziato, affermando che "è stato un gesto di responsabilità politica e morale". Tsipras ha insistito sul fatto che Syriza ha combattuto duramente per ottenere un accordo accettabile, mentre Nea Dimokratia avrebbe "firmato tutto". L'ex premier ha poi ricordato i risultati del suo governo, in particolare il disegno di legge a sostegno delle famiglie più povere e sulla riassunzione dei dipendenti pubblici.

    Secondo il leader di Syriza la ricapitalizzazione delle banche greche avrà inizio nel mese di ottobre e sarà completata entro la fine del 2015. La ricapitalizzazione eviterà un prelievo forzoso sui depositi, mentre l'allentamento dei controlli sui capitali è già iniziato.

    Resta il fatto che la popolarità di Tsipras è in netto calo, rispetto a fine giugno quando Syriza si trovava 10 punti sopra il più diretto concorrente. Qualcosa nella percezione della figura di Tsipras è cambiato. La trasformazione da utopico tribuno a pragmatico uomo di governo comporta un prezzo da pagare. Alla fine è probabile che non vinca nessuno. Secondo gli analisti, la scelta non è tra due alternative di governo, come sempre dovrebbe essere, ma riguarda soltanto la composizione della maggioranza, che sarà chiamata a tenere fede agli impegni sottoscritti con l'Unione europea in cambio del nuovo prestito da 86 miliardi.

    I sogni e le speranze non abitano più in Grecia. E l'apparente normalità di queste elezioni rappresenta forse il segnale di una nuova fase, che non sarà sufficiente per ridare spinta e entusiasmo a un Paese sempre più disilluso.

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    Elezioni, elezioni politiche, Nea Dimokratia, Sel, Syriza, Podemos, Pierre Laurent, Gregkor Gizi, Pablo Iglesias, Alexis Tsipras, Grecia
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