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    ONU: sanzioni unilaterali compromettono sovranità degli Stati

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    Sanzioni economiche diventano illegali, se costringono gli Stati a intraprendere misure in un campo in cui sono liberi di agire a propria discrezione, constata un rapporto presentato all’ONU.

    Le sanzioni unilaterali costituiscono una violazione del diritto internazionale, in alcuni casi compromettono la sovranità degli Stati e possono avere un impatto negativo sul diritti dell'uomo, specie nei paesi in via di sviluppo, legge il primo rapporto dell'ONU dedicato agli effetti delle sanzioni unilaterali sull'esercizio dei diritti umani.

    Il documento è stato preparato dal Relatore speciale dell'ONU Idriss Jazairi. Questo primo dei rapporti annuali, dedicati all'influenza negativa che hanno sull'esercizio dei diritti umani le misure coercitive unilaterali, è stato presentato al Consiglio sui diritti umani che è in corso a Ginevra (14 settembre — 2 ottobre).

    Nel suo rapporto Jazairi fa ricordare che il diritto comune, riconosciuto dalla comunità internazionale, stabilisce che "persino se non vietate, le misure di pressione economica diventano illegali, se costringono uno Stato a intraprendere determinate azioni in un campo in cui è libero di agire a propria descrizione". Secondo il relatore, ciò riguarda pienamente anche le sanzioni unilaterali, che in questo momento colpiscono più di due milioni di persone in tutto il mondo.

    Nel rapporto è detto che nel 1975, con la firma dell'Atto finale della Conferenza di Helsinki, gli Stati si impegnarono a rinunciare alla "pressione economica o ad altre misure coercitive che hanno lo sopo di sottomettere ai propri interessi l'esercizio, da parte di un altro Stato partecipante, dei diritti che compongono la sua sovranità". "La realtà però è diversa, si è ricominciato a usare misure coercitive unilaterali contro i paesi in via di sviluppo con la successiva escalation, dovuta in particolare alle tensioni tra l'Occidente e la Federazione Russa attorno alla situazione in Crimea e nell'Est dell'Ucraina", — ha sottolineato Jazairi.

    L'attuale tendenza, secondo il relatore, è quella di usare le cosiddette "smart sanctions" (sanzioni intelligenti), che prendono di mira territori concreti dei Paesi target, concreti settori di attività, vendita di merci concreti o individui concreti. In alcuni casi, a forza della natura non selettiva di tali misure, il loro uso, scavalcando il Consiglio di sicurezza dell'ONU, può essere giudicato come ritorno alle sanzioni globali, che non sempre possono essere efficienti e sono nocive per i diritti dell'uomo. Si tratta in particolare di divieto di usare il sistema delle telecomunicazioni finanziarie interbanbarie, di arresto o blocco dei conti delle Banche Cenrali.

    Jazairi ha rilevato che le sanzioni unilaterali vengono di solito varate aggirando il Consiglio di sicurezza dell'ONU. Nell'ambito del suo mandato il relatore intende valutre l'impatto negativo delle sanzioni unilaterali sui diritti dell'uomo e catalogare le modalità di applicazione di queste misure. Intanto Jazairi ha esortato la comunità internazionale a "rinunciare alle sanzioni unilaterali in qualità di strumento della politica estera".    

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    Effetto delle sanzioni sui diritti dell'uomo, ONU
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