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    In Norvegia idea grottesca dei Verdi: collocare profughi nelle Isole Svalbard dell'Artico

    © AP Photo/ Edvard Molnar
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    I politici norvegesi propongono di collocare i migranti nelle Isole Svalbard. Secondo l'esperto Nicolay Topornin, è difficile immaginare come gente che è nata e vissuta in Africa o Siria fino a poco tempo fa possa adattarsi a lavorare nelle miniere in condizioni climatiche di estremo freddo.

    I politici norvegesi propongono di far popolare ai migranti provenienti dal Medio Oriente il territorio più settentrionale del Paese: le Isole Svalbard. Secondo gli autori di questa idea, rappresentanti dei "Verdi", la creazione di centri profughi darà impulso allo sviluppo della regione e creerà nuovi posti di lavoro.

    Tuttavia il problema principale per il collocamento dei migranti nelle Isole Svalbard consiste nel fatto che l'arcipelago non fa parte della zona Schengen. Trasferire i migranti sulle isole polari potrebbe essere più costoso e problematico che mantenerli in Europa.

    Il professore associato di Diritto Europeo dell'Università di Mosca Nikolay Topornin considera l'idea di un campo profughi a Svalbard "grottesca".

    "Avanzando questa idea grottesca, il partito norvegese dei "Verdi" vuole guadagnare consensi. Ma occorre guardare le cose da un punto di vista pratico," — ha detto a "Sputnik" Nikolay Topornin.

    Secondo lui, anche se i profughi provenienti dal Medio Oriente e dall'Africa accettassero di trasferirsi nella regione artica, i costi per la creazione delle infrastrutture necessarie sarebbero enormi.

    "Svalbard è un arcipelago artico, in cui la maggior parte del tempo è ricoperto da ghiacci. Attualmente vivono circa 2mila persone, per lo più minatori. I norvegesi hanno proposto di costruire lì strutture d'accoglienza e collocare fino a 10mila profughi. Tralasciando la componente economica (attualmente non c'è nulla per ospitare le persone nel freddo artico), come costruire le infrastrutture sociali per 10mila profughi? Non ci sono né asili né scuole. Pertanto il costo dell'istruzione nei campi di accoglienza dei profughi e delle infrastrutture saranno enormi. Inoltre il lavoro da minatore è una professione difficile e delicata. Non riesco a immaginare come le persone provenienti dall'Africa o dalla Siria riescano a lavorare nelle miniere in condizioni climatiche proibitive," — ha detto l'esperto.

    E' convinto che gli stessi migranti si rifiuteranno di recarsi in questo posto.

    "La maggior parte dei profughi vuole la Germania, l'Inghilterra e la Francia. Nessuno vuole la Polonia, la Slovacchia, l'Ungheria e la Repubblica Ceca, per non parlare dei Paesi Baltici. Tutti capiscono che nei Paesi ricchi le condizioni di vita sono buone, ci sono infrastrutture sociali sviluppate e sussidi generosi: tutto questo permette alle persone di vivere dignitosamente. Per quanto riguarda le Isole Svalbard, penso che molti non sanno nemmeno dove si trovino e che cosa rappresentino", — ha concluso Nikolay Topornin.

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    migranti, profughi, Politica, Società, Crisi dei migranti, Unione Europea, Mar Glaciale Artico, Polo Nord, Isole Svalbard, Norvegia, Norvegia
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