04:02 05 Aprile 2020
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Un cordone di soldati armati è stato schierato lungo il confine nel villaggio di Röszke, punto da dove è particolarmente grande l'afflusso dei profughi. Non è chiaro cosa accadrà in futuro alle migliaia di migranti che stanno ora attraversando la Grecia, la Macedonia e la Serbia in direzione del confine ungherese.

Nel centro ungherese di Röszke al confine con la Serbia sono presenti in gran numero i soldati, riferisce dal posto il corrispondente di "RIA Novosti".

Un cordone di diverse decine di soldati con le mitragliatrici si è schierato lungo il confine nel paese di Röszke (provincia ungherese di Csongrád), dove continua ad attraversare senza controlli il confine il flusso di profughi. Non lontano si trovano mezzi militari.

Nella notte del 15 settembre in Ungheria entrerà in vigore un pacchetto di leggi sui rifugiati e sulla difesa dei confini che sono state adottate la settimana scorsa.

L'attraversamento illegale della frontiera diventerà un crimine punibile con una pena detentiva o l'espulsione. Sarà inoltre considerato reato il tentativo di danneggiare la barriera lungo il confine o il tentativo di superarla. Inoltre saranno più pesanti le pene nei confronti di chi aiuta a far attraversare il confine ai clandestini.

Tuttavia non è chiaro cosa accadrà a diverse migliaia di profughi che stanno ora attraversando la Grecia, Macedonia e Serbia in direzione del confine ungherese e non riusciranno a varcare la frontiera entro il 15 settembre.

Secondo le testimonianze degli stessi profughi che sono riusciti ad entrare in Ungheria, la Grecia continua a lasciar passare senza controlli attraverso il suo territorio i migranti che arrivano dalla Turchia. I rifugiati che attraversano la frontiera di Röszke raccontano che dietro di loro "c'è molta gente."

La questione del trasferimento delle funzioni di difesa delle frontiere ai militari (al momento i confini sono difesi dalla polizia) sarà esaminata dal Parlamento ungherese solo il 22 settembre.

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Politica, Sicurezza, Difesa, Migranti, profughi, Confine, Crisi dei migranti, Esercito, Unione Europea, Serbia, Ungheria
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