01:44 25 Novembre 2020
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Professionisti dell'intelligence USA, pagati per dare il loro parere sulla guerra all'ISIS, sono sul piede -è proprio il caso di dirlo- di guerra. 50 agenti a libro paga del Pentagono denunciano che i loro report su ISIS e al Qaeda sono stati alterati da ufficiali dell'esercito USA per far un piacere all'amministrazione presidenziale.

Lo si apprende dalle colonne del Daily Beast, che, mantenendo la segretezza sui propri interlecutori, spiega nel dettaglio di cosa si tratta.

Due analisti dell'agenzia di Intelligence CENTCOM hanno inviato una lettera di reclamo scritta all'ispettore generale del dipartimento della Difesa scrivendo che i loro report, alcuni dei quali sottoposti al presidente Obama, presentavano i gruppi terroristici come più deboli di quello che erano in realtà.  I report sono stati cambiati primi di essere sottoposti a Obama, proprio per andare incontro alla linea pubblica dell'amministrazione della Casa Bianca, secondo cui gli USA stanno vincendo contro l'ISIS e Nusra, la branca di al Qaeda in Siria.

Usa, un manifestante protesta contro le attività di spionaggio della NSA.
© AFP 2020 / DPA / FRANK RUMPENHORST
Usa, un manifestante protesta contro le attività di spionaggio della NSA.

Questa lettera è stata appoggiata da altri 50 analisti, alcuni dei quali si sono lamentati della politicizzazione dell'intelligence per mesi.

Negli ambienti militari quanto è accaduto è stato descritto come una rivolta dei professionisti dell'intelligence, che accusano i propri superiori di cambiare le proprie analisi per far vedere all'opinione pubblica che ISIS e Al Qaeda stanno facendo progressi, anche sei dai dati emerge una visione più pessimistica in merito. Una persona a conoscenza dei contenuti del reclamo scritto inviato all'Ispettore generale, definisce "stalinista" il tono assunto dagli ufficiali incaricati di supervisionare I report dell'intelligence.

Del resto, negli ultimi mesi, nonostante l'Isis abbia conquistato città importanti come Mosul e Fallujah, l'immagine fornita dalla Casa Bianca è apparsa all'acqua di rose:

"L'ISIS sta perdendo" — John Allen, generale dei marines incaricato della campagna Isis, luglio 2015.

"Sono fiducioso che sconfiggeremo l'ISIL, lo costringeremo alla resa e alla fine lo distruggeremo" — John Kerry, usando l'acronimo preferito da Washington per descrivere il gruppo, marzo 2015.

"No, non credo che stiamo perdendo" — Obama, maggio 2015.

Eppure un folto gruppo di specialisti dell'intelligence non ritira le proprie lamentele. Per alcuni, che lavoravano alla CENTCOM già ai tempi della seconda guerra in Iraq, si tratta di un deja-vu: allora, i report dell'intelligence opportunamente "riadattati" suggerirono che l'Iraq possedesse le armi di distruzione di massa, dando a George W. Bush la scusa per attaccare Baghdad. Dove siano queste armi, a distanza di 12 anni, nessuno ancora lo sa.

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Tags:
Intelligence militare, CIA, Barack Obama, Iraq, Iran, USA
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