13:09 23 Settembre 2017
Roma+ 23°C
Mosca+ 13°C
    Dopo l'esplosione al centro di Bangkok, Thailandia.

    Bangkok, la confessione del secondo attentatore

    © REUTERS/ Athit Perawongmetha
    Mondo
    URL abbreviato
    0 13511

    Il principale sospettato dell'attacco al santuario thailandese di Erawan ricostruisce l'episodio sul luogo dell'eccidio: ho passato io lo zaino bomba all'attentatore.

    La polizia thailandese ha comunicato in queste ore che Yusufu Mierili, principale sospettato per l'attentato al tempio di Erewan a Bangkok, ha confessato il proprio coinvolgimento nella strage che ha tolto la vita a 22 persone lo scorso 17 agosto.

    L'uomo, arrestato due settimane fa dalle autorità di polizia thailandesi mentre tentava la fuga in Cambogia, è stato scortato sul luogo dell'attentato dalla polizia ed una folla di giornalisti per ricostruire passo dopo passo ciò che avvenne quel giorno.

    Protetto da un giubbotto antiproiettile, Mierili, che al momento dell'arresto aveva con sé un passaporto cinese secondo cui risulterebbe un 25enne di etnia uigura, ha descritto la consegna dello zaino all'uomo con la maglietta gialla che poi ha materialmente posato l'ordigno nel tempio, raccontando di averlo incontrato fuori da una stazione ferroviaria e di essere andato subito via dal luogo della consegna a bordo di un mototaxi.

    In attesa di conferme sulla esatta identità del sospettato, per gli inquirenti thailandesi la pista privilegiata resta quella della vendetta da parte della minoranza turco musulmana presente nel Paese in risposta alle mosse di Bangkok, che a luglio ha rimpatriato in Cina oltre 100 migranti di etnia uigura, facendo salire la tensione diplomatica anche tra Ankara e Pechino. 

    Correlati:

    Esplosione a Bangkok in un santuario indù, 15 morti.
    Bangkok, c'è un sospetto tra l'opposizione della giunta militare
    Seconda esplosione a Bangkok
    Tags:
    Attentato, Cambogia, Thailandia, Bangkok
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik