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    Le proteste in Moldavia

    Opposizione in piazza in Moldavia chiede elezioni anticipate

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    Le proteste sono state innescate dalla notizia che circa 1 miliardo di euro, pari al 10% del Pil, ha misteriosamente lasciato il Paese. La frode, scoperta quest'anno, è stata soprannominata "truffa del secolo". Il Paese è inserito in un percorso d'integrazione all'Ue.

    L'opposizione è scesa oggi in piazza in Moldavia, installando 100 tende nel centro della capitale Chisinau, dinanzi al palazzo del governo, e chiedendo le dimissioni del presidente, accusato di corruzione, ed elezioni anticipate.

    Nicolae Timofti
    © AP Photo/ RIA Novosti, Alexei Nikolsky, Government Press Service
    Ieri una grande manifestazione, la più importante dopo la separazione dall'Unione Sovietica, avvenuta nel 1991, ha visto sfilare decine di migliaia di persone lungo le vie della città. Secondo gli organizzatori, 100mila persone, in un Paese con una popolazione di poco maggiore a tre milioni di persone, ha inondato le strade di Chisinau. Molti manifestanti hanno urlato "Vergogna!" e "Ladri!", frasi dirette ai leader del Paese, che è una repubblica parlamentare neutrale. Piccoli tafferugli si sono verificati all'esterno dell'ufficio del pubblico ministero, dove alcuni manifestanti dopo avere sfondato un cordone di polizia,  sono stati arrestati. 

    Le azioni di protesta sono organizzate dalla Piattaforma civica 'Dignità e giustizia', il cui rappresentante, Vasile Nastase, ne conferma la prosecuzione ad oltranza.

    "Ci saranno tra 100 e 300 sostenitori nella piazza in ogni momento finchè le autorità non avranno rispettato tutti i loro impegni". Nastase ha sottolineato che le voci secondo le quali le proteste sarebbero veicolate sono false: "Non difendiamo gli interessi di nessuno. Siamo dalla parte dei cittadini e siamo pronti a rimanere in piazza per protestare se il Paese ha bisogno di questo". Il leader della folla ha inoltre precisato: "Creeremo un'alternativa politica di professionisti per dare alla gente una scelta alle prossime elezioni".

    Le proteste in Moldavia, uno dei Paesi più poveri dell'intera Europa, guidato da un governo di coalizione di centro, sono state innescate dalla notizia che circa 1 miliardo di euro, pari al 10% del Pil, ha misteriosamente lasciato il Paese. La frode, scoperta quest'anno, è stata soprannominata "truffa del secolo" e ha spinto a una massiccia svalutazione del Leu, la moneta nazionale. L'inflazione, dal canto suo, ha avuto un'impennata vertiginosa e i salari medi ammontano a circa 200 dollari mensili.

    Nicolae Timofti
    © AP Photo/ RIA Novosti, Alexei Nikolsky, Government Press Service
    I dimostranti chiedono che Nicolae Timofti, il capo dello stato, si dimetta, che si tengano elezioni politiche anticipate e che tutti i principali funzionari della Banca centrale e della Procura generale vengano licenziati.

    Lo scorso anno la Moldavia, che si trova incastonata tra Ucraina e Romania, ha firmato l'accordo d'associazione all'Unione europea con cui ha tracciato un percorso d'integrazione, nonostante il disappunto di Mosca.

    La Russia infatti mantiene migliaia di soldati nella regione della Transnistria, di fatto indipendente, che ospita 180mila persone di nazionalità russa. 

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    PIL, Dimissioni, Proteste, Nicolae Timofti, Vasile Nastase, Romania, Europa, Russia, Moldavia, Transnistria
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