10:05 25 Settembre 2020
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La crisi dei migranti in Europa continua a espandersi a macchia d’olio, pertanto l’UE comincia a cercare soluzioni alternative, ipotizzando misure che vanno dalla revisione degli accordi di Schengen fino ad un diretto intervento militare.

Dell'attuale situazione in Europa ed eventuali futuri scenari a Sputnik ha parlato l'ammiraglio in congedo della marina greca Dimitri Tsaila, che per anni ha ricoperto cariche di rilievo nella NATO.

"Tutte le strategie dell'UE, seguite fino ad oggi sul piano del controllo sulla migrazione, sono fallite. La gravità della situazione è tale che il soft power dell'Europa non basta più per risolvere la crisi".

Secondo Tsaila, in Europa c'è chi pensa che l'esercito della Turchia possa decidere di assumersi tutta la responsabilità militare, aderendo alle operazioni militari in Siria.

"Tuttavia non conviene sperare che Turchia possa prendere facimente la decisione in tal senso, — ha osservato l'ammiraglio greco. — Anzi, è molto probabile che Ankara continui a esercitare pressione diplomatica sul presidente siriano Bashar Assad, sperando di poter diventare in futuro parte della coalizione occidentale".

Secondo Tsaila, il problema dei migranti ha raggunto un punto critico, costrigendo l'UE a ipotizzare l'uso della forza in Siria che vedrebbe come bersaglio il governo di Damasco.

"Eppure nell'UE ci sono altre forze che si oppongono all'uso della forza militare. Queste forze sono convinte che l'UE e la NATO cercheranno di evitare gli errori che sono stati commessi in precedenza in Libia", — ha detto Dimitri Tsaila.    

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Tags:
Crisi dei migranti, Ammiraglio Dimitri Tsaila, Unione Europea
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