04:34 24 Ottobre 2018
Parata militare della Vittoria a Pechino, Cina

A Pechino l'assenza di politici occidentali

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Giuseppe Masala
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L'altroieri a Pechino si è svolta la tradizionale parata per festeggiare la fine della Seconda Guerra Mondiale e per ricordare gli oltre trentacinque milioni di morti cinesi causati dall’aggressione imperialista giapponese.

Alla parata hanno sfilato oltre al contingente dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese anche truppe di paesi che ormai, oltre ad essere considerati amici, possono essere considerati veri e propri alleati strategici tra i quali, ovviamente, la Russia e il Kazakistan.

Nota stonata di questa importante commemorazione è l'assenza di politici occidentali di primo piano tranne il presidente ceco Milos Zeman. Tale assenza è stata giustificata come dovuta alle dispute territoriali che la Repubblica Popolare ha con alcuni suoi confinanti quali Filippine, Vietnam e Giappone. Da sottolineare però che — paradossalmente — l'esistenza di dispute territoriali tra Vietnam e Cina non ha impedito allo stesso Presidente vietnamita Trương Tấn Sang di partecipare alla commemorazione.

Al di là delle scuse diplomatiche la vera ragione che ha impedito agli europei di partecipare è il latente conflitto finanziario, commerciale, diplomatico e militare in corso tra Cina e USA. Ormai gli americani vedono nella Cina (che è la seconda economia del mondo) il vero competitor globale che rischia di scalfire l'egemonia unipolare — nata con il crollo dell'URSS — e di cui godono gli USA.

I motivi di frizione tra USA e Cina di certo non mancano: da un punto di vista finanziario la Cina ormai da anni chiede l'accettazione dello Yuan tra le monete di conto internazionale nel paniere delle monete utilizzate dal Fondo Monetario Internazionale, richiesta sempre boicottata dagli USA. Altri motivi di scontro sono la crescente influenza cinese in Africa e in Europa che rischia di danneggiare enormemente la posizione americana. Infine, ultimo ma non ultimo per importanza, gli USA vedono come il fumo negli occhi l'alleanza tra Cina e Federazione Russa che può rappresentare — come ben sa la diplomazia americana dai tempi di Kissinger e Nixon — un colpo mortale per tutta l'egemonia occidentale.

Da notare che l'Italia, così come per la parata del 9 Maggio a Mosca, ha mandato una delegazione se non di primissimo livello certamente non di secondo ordine e comprendente il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Tale scelta appare se non come un tentativo di mostrare una certa indipendenza rispetto ai diktat provenienti da Bruxelles e da Washington almeno come un atto di riguardo nei confronti della Repubblica Popolare Cinese e della Storia. 

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Tags:
yuan, Parata della Vittoria, Paolo Gentiloni, il ministro degli Esteri, Miloš Zeman, Russia, URSS, Kazakistan, Cina, Europa, USA
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