17:43 21 Luglio 2018
giornali nel chiosco

Le prime pagine del 4 settembre

© Jeroen Bosman
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Le immagini che non avevamo mai visto. La tragedia dell'immigrazione irrompe nelle consuete vite degli occidentali, generando reazioni negli animi e forse anche nella politica.

Aylan e Galip sorridenti. In mezzo a loro un orsacchiotto. Istanti di vita al riparo dalle bombe. La Repubblica apre con questa foto per ricordare lo shock della morte di un bambino su una spiaggia mentre cercava scampo dalla guerra con la sua famiglia. Per lo zio di Aylan "la sua foto è una vergogna per tutti". Eppure, ancora una volta, "l'Europa si spacca, i paesi dell'Est contro Germania, Francia e Italia: no alle quote obbligatorie". Mentre Cameron dice: "Faremo di più". Il quotidiano, nel titolo, riferisce anche di quel treno dell'orrore a Budapest, partito tra l'assalto dei migranti ma con una destinazione diversa da quella sperata, ed è "battaglia sui treni".

Anche L'Unità sceglie la stessa foto dei due fratelli siriani per la prima pagina, "la storia di Aylan, fuggito da Kobane, rifiutato da Grecia e Canada". Il titolo a centro pagina è "La foto che cambia il mondo." Nel riassunto l'Ue chiede "quote profughi più ampie e obbligatorie", ma tra gli italiani "è derby tra paura e accoglienza".

Il Corriere della Sera ha la foto della morte in prima pagina, un bambino senza vita e un poliziotto che lo solleva. Il padre che piange. "Quella foto ha lasciato il segno". Così, per il Corsera, la politica si muove: "L'Europa cambia passo sui migranti. Impegno Merkel-Hollande per la redistribuzione dei profughi. Salgono a 160mila i rifugiati da ricollocare".

Anche La Stampa da spazio a quella che sembra una svolta nella politica dell'Unione, "Quote obbligatorie e multe a chi rifiuta l'accoglienza: dopo la foto choc anche Londra apre". Il quotidiano torinese riporta la situazione in Ungheria: "A Budapest ripartono i treni ma i convogli non vanno a Ovest. I vagoni si fermano al campo vicino al confine."

"Aylan Curdi, 3 anni: il bambino che (forse) cambierà l'Europa", titolo emblematico per Il Fatto Quotidiano, che nel riassunto spiega i fatti e le emozioni di ieri: "Fermati i treni alla stazione di Budapest. Bruxelles prova a darsi delle regole per permettere gli ingressi dei profughi. Draghi: "Ogni europeo dovrebbe inorridire." Il padre del piccolo annegato sulle coste turche mentre con la famiglia cercava di raggiungere le isole greche: "Tornerò a Kobane per seppellirlo". Renzi: "Muoviamoci, non commuoviamoci".

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Tags:
migranti, Matteo Renzi, Mario Draghi, François Hollande, Angela Merkel, Europa, Ungheria, Turchia
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