23:48 23 Novembre 2020
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Piano italo-franco-tedesco per la revisione del diritto d'asilo. Juncker propone una redistribuzione equa dei migranti, ma l'Europa è ancora divisa.

I ministri degli Esteri di Italia, Francia e Germania hanno firmato un documento comune per chiedere di rivedere le regole europee in materia di asilo e "un'equa ripartizione dei rifugiati sul territorio europeo". Il documento è stato inviato all'Alto rappresentante dell'Unione europea, Federica Mogherini, con la richiesta che dell'argomento si discuta a Lussemburgo i prossimi 4 e 5 giugno, in occasione della riunione informale dei ministri degli Esteri dell'Ue.

Il documento, spiega la Farnesina in una nota, "mette in rilievo come, alla luce dei limiti e delle manchevolezze chiaramente mostrati dall'attuale sistema di regole europee in materia di asilo, creato ormai 25 anni fa, occorra rivederne contenuti e attuazione".

I tre ministri, Paolo Gentiloni per l'Italia, il tedesco Frank-Walter Steinmeier, e Laurent Fabius in rappresentanza della Francia, chiedono, nel documento di cinque pagine che in gergo diplomatico, si definisce un 'non paper', un "sistema integrato di gestione dei confini esterni". Servono "procedure, istituzioni e standard condivisi armonizzati in Europa, prosegue il documento, perchè "nessun flusso di rifugiati giustifica le catastrofiche condizioni umanitarie che abbiamo visto nelle ultime settimane". L'Europa deve "proteggere in modo umano i rifugiati che hanno diritto di protezione, a prescindere dal paese Ue in cui arrivano".

La Commissione europea intende rispondere positivamente alla sollecitazione italo-franco-tedesca modificando le regole imposte dal regolamento di Dublino sul diritto d'asilo. In particolare, il nuovo piano di Juncker prevederebbe la redistribuzione di 120mila migranti per aiutare Italia, Grecia e Ungheria nell'emergenza. Con una cautela: per evitare che i governi dell'Est, che a luglio avevano depotenziato le quote proposte dalla Commissione, anche questa volta riescano a bloccare tutto, Bruxelles prevede un opt out accessibile a tutti, non solo ai paesi fuori da Schengen come Regno Unito e Danimarca: i leader che non vorranno aderire alla solidarietà sui migranti potranno restarne fuori, ma lo dovranno spiegare all'opinione pubblica nazionale ed europea. Chi invece aderirà, dovrà poi seguire le indicazioni della Commissione senza metterle in discussione, con regole rigide e predefinite.

Ma la prima risposta arriva da Viktor Orban, da Bruxelles dove ha incontrato il presidente del parlamento europeo, Martin Shulz, è convinto che "senza il controllo delle frontiere possiamo fare poco per rispondere alle ondate migratorie".

Orban ha sottolineato come parlare di meccanismi di ridistribuzione dei migranti, di ricollocazione e di cifre sia sbagliato.

"Con l'agenda della Commissione Ue e il sistema di ripartizione dei migranti si incoraggiano i migranti a venire in Europa, e invece dobbiamo dire loro che non possiamo garantire che vengano accolti", ha aggiunto Orban.

 

L'Europa s'ha da farsi.

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Tags:
Unione Europea, emergenza immigrazione, Germania, Italia, Francia
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