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    I militari cinesi si preparono alla parata

    Parata cinese snobbata dall'Occidente

    © REUTERS/ Damir Sagolj
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    I Paesi dell'Occidente assenti alla parata che la Cina terrà il 3 settembre per commemorare il settantesimo anno dalla vittoria sul Giappone nella seconda guerra mondiale. Esattamente come successe a Mosca nel maggio scorso.

    A parte Vladimir Putin, la Presidente sudcoreana, Park Geun-hye, e il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, quasi tutti i leader mondiali hanno deciso di snobbare la grande parata che la Cina terrà il 3 settembre per commemorare il settantesimo anno dalla vittoria sul Giappone nella seconda guerra mondiale.

    Alla parata parteciperanno 12mila soldati, 500 mezzi e 200 aerei da combattimento. Pechino ha diffuso oggi la lista dei presenti. Tra i nomi più conosciuti, c'è anche il presidente sudafricano Jacob Zuma e Tony Blair, l'ex premier britannico, che tuttavia non sarà presente in alcuna veste ufficiale.

    Saranno inoltre presenti il presidente kazako, Nursultan Nazarbayev, l'egiziano Abdel Fatah al Sisi, il bielorusso Alexander Lukashenko, il venezuelano Nicolas Maduro.

    Spicca invece l'assenza, non imprevista tuttavia, del leader nordcoreano Kim Jong Un, che ancora non ha visitato Pechino, considerato il principale "alleato" del paese. E' noto che il presidente cinese Xi Jinping non ha particolare stima del giovane leader di Pyongyang e ha mal sopportato la decisione nordcoreana di proseguire nei test nucleari, nonostante la richiesta cinese di fermarsi. A rappresentare Pyongyang sarà un membro del Politburo del Partito dei lavoratori coreani, Choe Ryong Hae.

    "Sta ai paesi stranieri decidere chi inviare", ha commentato il viceministro degli Esteri cinese, Zhang Ming. "Come dice il vecchio proverbio cinese — ha aggiunto — chiunque venga, è nostro ospite. Noi accogliamo tutti volentieri".

    La parata ricorda la vittoria cinese in quella che viene definita a Pechino "Guerra di resistenza popolare cinese contro l'aggressione giapponese e guerra mondiale antifascista". Non stupisce l'assenza, quindi, del primo ministro giapponese Shinzo Abe, la cui direzione a Tokyo è vista molto negativamente in Cina. "Le commemorazioni non sono contro alcuno specifico Paese, né il Giappone di oggi né il popolo giapponese in generale", ha commentato Zhang. E' comunque prevista la presenza dell'ex primo ministro nipponico, Tomiichi Murayama, in veste privata. L'anziano politico giapponese, nel 1995, pronunciò delle storiche scuse ai paesi aggrediti, che ancora oggi sono la base della posizione di Tokyo rispetto al conflitto.

    Per quanto riguarda l'Unione europea, gli unici leader presenti saranno il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius e il presidente ceco, Milos Zeman. Quest'ultimo ha preso parte anche alla parata organizzata a Mosca e snobbata dai leader Ue.  

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    Tags:
    Parata della Vittoria, Xi Jinping, Nicolas Maduro, Alexander Lukashenko, presidente, Abdel Fattah al-Sisi, Nursultan Nazarbayev, Tony Blair, Jacob Zuma, Ban Ki-moon, Park Geun-hye, Vladimir Putin, Cina
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