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    Cop21, i Paesi sudsahariani annunciano piani per la riduzione dell'effetto serra

    © Foto: Jacques Taberlet
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    La Conferenza ONU sul Clima di Parigi che si prefigge di raggiungere un accordo per salvare il pianeta ha raccolto finora 56 piani di riduzione dell'effetto serra. In prima linea i Paesi sudsahariani, da sempre depredati dall'Occidente delle risorse.

    Quattro paesi dell'Africa subsahariana, Kenya, Benin, Repubblica democratica del Congo e Gibuti, hanno annunciato i rispettivi piani nazionali per la riduzione dei gas serra in vista della Conferenza sul clima di Parigi, Cop21, in programma tra il 30 novembre e il 15 dicembre prossimi. Lo riferisce il sito web francese Jeune Afrique, illustrando nel dettagli gli impegni assunti dalle autorità dei quattro paesi.

    Il piano più ambizioso sembra essere quello del Kenya, che, con un investimento complessivo di 40 miliardi di dollari si è impegnato a una riduzione del 30% delle emissioni di gas serra entro il 2030, riconoscendo, in particolare, come l'economia locale sia dipendente da settori molto sensibili ai cambiamenti climatici quali l'agricoltura, l'energia e il turismo. Il piano, spiegano le autorità di Nairobi, è in ogni caso "condizionato al sostegno internazionale".

    Il Benin si è impegnato invece a evitare l'emissione di 120 mega tonnellate di anidride carbonica e a condurre attività di riforestazione. Anche in questo caso, tuttavia, le autorità  non saranno in grado di finanziare autonomamente il progetto e affermano che avranno bisogno di trovare altri 28 miliardi di dollari per mantenere i propri impegni.

    La Repubblica democratica del Congo, pur sottolineando la scarsa incidenza delle sue emissioni di gas serra a livello mondiale, ha proposto un piano atto a ridurre le emissioni del 17% entro il 2030. Per raggiungere tale obiettivo, Kinshasa avrà bisogno di un'assistenza complessiva di almeno 21 miliardi di dollari.

    L'obiettivo fissato da Gibuti corrisponde invece a una riduzione del 40% delle emissioni di gas serra entro il 2030, grazie a investimenti sull'energia da fonti rinnovabili ma anche all'aumento delle importazioni dalla vicina Etiopia.

    Finora, secondo il sito della conferenza Cop21, sono 56 i Paesi impegnatisi a ridurre le emissioni. Tra questi, figurano anche i nomi di Gabon ed Etiopia, i primi Paesi dell'Africa subsahariana ad aver annunciato i propri piani in vista dell'evento.

    L'Italia ospiterà in ottobre la Pre-COP 21, una pre-conferenza, richiesta dal governo italiano, per spianare la strada all'accordo globale sul clima. Secondo il ministro dell'Ambiente Galletti, "l'intesa vincolante per tutti i paesi del mondo — che indicherà da un lato la riduzione delle emissioni di gas serra che ciascuno Stato si impegna a raggiungere e dall'altro i progetti per affrontare le conseguenze del climate change nelle aree più vulnerabili e le relative risorse — è infatti possibile, vicina, ma non ancora certa. Molti restano i nodi da sciogliere, molte le divergenze da appianare." L'Italia, spiega ancora il ministro, "si è candidata a questo ruolo di ‘facilitatrice' perchè abbiamo credito internazionale per essere interlocutori dei grandi della terra ma anche capacità di ascolto e interlocuzione con i Paesi poveri che da questa intesa si attendono una strategia di sviluppo sostenibile che consenta loro di uscire da un'antica carenza di risorse". 

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    Tags:
    ecologia, effetto serra, gas serra, COP21, Pre-COP 21, Luigi Galletti, Gabon, Gibuti, Repubblica democratica del Congo, Benin, Etiopia, Kenya, Italia, Francia
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