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    Migranti siriani in marcia verso confine serbo-ungherese

    3mila ingressi al giorno, salta il piano Ue sui 40mila rifugiati

    © AP Photo/ Edvard Molnar
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    Berlino annuncia la sospensione delle regole di Dublino e non respinge i profughi siriani. Situazione incadescente sul corridoio dei Balcani.

    3mila persone al giorno, migranti e rifugiati, entreranno in Serbia dopo essere arrivati in Europa dalla Grecia e avere attraversato la Macedonia.

    È questo l'avvertimento lanciato dall' Unhcr, Alto commissariato per i rifugiati, attraverso la portavoce, Melissa Fleming. L'agenzia sta lavorando con le autorità serbe per affrontare le prime necessità di almeno 10mila persone. 

    "Il flusso — ha chiarito Fleming — è destinato ad aumentare per il perpetuarsi delle violenze in Siria e Iraq e per il deterioramento delle condizioni in Libano, Turchia e Giordania".

    Secondo il ministro del lavoro serbo, Aleksandar Vulin, sono 100mila i migranti che hanno attraversato la Serbia dall'inizio dell'anno diretti in Ungheria e ben 4mila hanno espresso l'intenzione di chiedere asilo alla Serbia.

    Sono stati quindi allestiti quattro centri di accoglienza, due a sud, a Presevo e Miratovac, e due a nord, al confine con l'Ungheria, a Kanidjia e Subotica, mentre, nella capitale serba gli immigrati bivaccano a centinaia in parchi e spiazzi della città, in prevalenza nella spianata davanti alla principale stazione di treni e autobus, e la situazione igienico sanitaria comincia a diventare critica.

    Una situazione, quella serba, monitorata anche dall'Onu, che ha sollecitato Belgrado a prepararsi a una situazione "imprevedibile" con decine o centinaia di migliaia di rifugiati siriani in transito verso l'Ue. "La situazione è imprevedibile, ci sono molti fattori in gioco e per questo occorre essere preparati all'arrivo di decine o addirittura centinaia di migliaia di migranti", ha dichiarato Hans Friedrich Schodder, capo della missione serba dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

    Intanto, 2.093 persone sono entrate ieri illegalmente in Ungheria, un numero fortemente in aumento rispetto agli ingressi dei giorni precedenti, compresi fra i 1.000 e i 1.500. L'Ungheria è il primo Paese dell'Ue e dello spazio Schengen in cui arrivano i rifugiati, il cui obiettivo è di proseguire poi il viaggio verso altri Paesi come Germania, Svezia e Austria.

    Questo passaggio in Ungheria è avvenuto qualche giorno prima dell'installazione definitiva del muro destinato a impedire l'afflusso dei migranti, annunciato per il 31 agosto dal governo di Budapest, una barriera che si allungherà per tutti i 175 chilometri della frontiera serbo ungherese.

    Più in giù, se il fronte greco macedone per il momento quindi respira, sale la tensione sul confine bulgaro macedone. Infatti, le autorità di Sofia hanno inviato rinforzi, decine di soldati e alcuni blindati, ai quattro posti di frontiera con la Macedonia, avvisando che il "loro numero può aumentare se la situazione si aggrava". Si tratta di un'operazione di "rinforzo preventivo". Il Paese è membro Ue ma non è nell'area Schengen e per ora è stato risparmiato dal flusso di migranti dalla Grecia.

    E' evidente a tutti quindi che l'enorme flusso di migrazione rende ormai superato il piano europeo per la ripartizione di 40 mila rifugiati, accordo, tra l'altro, raggiunto tra mille difficoltà, dopo una lunga trattativa a Bruxelles. "Il numero di 40mila profughi da ridistribuire resta una cifra proporzionalmente molto piccola rispetto al numero di persone che arriva", ha affermato un portavoce della Commissione Ue. "Speriamo di avere il sostegno delle capitali quando entro fine anno presenteremo il meccanismo permanente di ridistribuzione".

    La Commissione Ue si è detta comunque "incoraggiata" dall'appello della cancelliera tedesca Angela Merkel e del presidente francese Francois Hollande che ieri hanno convenuto sulla necessità di "predisporre un sistema unificato per il diritto all'asilo" per far fronte a quella che è stata definita la "più grave emergenza rifugiati" che abbia mai colpito l'Unione europea dalla seconda guerra mondiale.

    La Commissione, inoltre, ha reso noto che Berlino ha deciso di sospendere la "clausola di sovranità" prevista dal regolamento di Dublino e di non rimandare indietro al primo paese d'ingresso in Ue i profughi siriani che arrivano sul suo territorio.

    Oggi anche il premier Matteo Renzi al meeting di Cl di Rimini, è intervenuto sul tema: "L'Europa a 28 è troppo o troppo poco. E' nata senza una visione politica da parte dell'Italia. Ha cancellato il Mediterraneo dalla discussione e cancellato anche i Balcani. C'è una emergenza Balcani che è pazzesca".

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    Tags:
    profughi, migranti, ONU, Commissione Europea, UNHCR, Matteo Renzi, Melissa Fleming, Angela Merkel, François Hollande, Balcani, Ungheria, Siria, Libia, Iraq, Serbia, Macedonia
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