09:40 24 Gennaio 2020
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Il 25 e 26 agosto annunciato un incontro in Grecia per portare nel Pireo i primi centri di smistamento tra richiedenti asilo e migranti economici. Vienna chiede la revisione del Trattato di Dublino. L'Ungheria conclude i lavori del muro al confine con la Serbia.

Sono quasi mezzo milione i migranti che nel 2015 hanno chiesto asilo politico all'Unione europea. Lo ha rivelato un portavoce della Commissione UE, evidenziando che

"non si tratta di una crisi greca, o italiana, o tedesca: questa è una crisi migratoria globale che richiede azioni congiunte coraggiose."

Il portavoce ha reso noto che il 25 e 26 agosto è previsto un incontro in Grecia, per applicare l'approccio hotspot (centri di smistamento tra richiedenti asilo e migranti economici) nel Pireo.

Mentre il commissario all'Immigrazione, Dimitris Avramopouolos, sarà a Calais entro la fine del mese per valutare lla situazione dell'Eurotunnel tra Francia e Gran Bretagna.

Intanto, i servizi dell'esecutivo UE stanno lavorando alle richieste di fondi di emergenza avanzate da Ungheria, Francia e Austria. L'esborso della prima tranche di aiuti alla Grecia, per un totale di 30 milioni, sarà invece effettuato nelle prossime ore. Servirà a fronteggiare l'emergenza che riguarda le isole, in particolare quella di Kos, da dove è partito il traghetto Eleftherios Venizelos con a bordo 2.600 profughi arrivati nei giorni scorsi anche a Kalymnos, Leros e Lesbo. Si tratta in gran parte di siriani che ora vengono trasferiti al porto di Salonicco e da lì in bus verso il confine con la Macedonia, dove, chi entra illegalmente ha solo 72 ore di tempo per uscire dal Paese prima dell'arresto.

L'impennata nei flussi migratori, preoccupa il governo di Vienna al punto di indurlo a minacciare di portare la Commissione europea di fronte alla Corte di giustizia UE se non sarà rivisto il regolamento di Dublino. Secondo l'Austria — che ha dato due mesi a Bruxelles per la revisione — la normativa è ingiusta perché le rigidità imposte, fanno sì che il 90% dei migranti si concentri in soli 10 Stati.

Nel frattempo, il governo ungherese ha annunciato che intende "intensificare la sua campagna anti migrazione nei confronti di paesi come Grecia, Fyrom e Serbia". E' quanto si legge sul sito web serbo B92, secondo cui il governo di Budapest ritiene la cosiddetta "rotta balcanica", il "punto di transito per gli oltre 120mila migranti che sono entrati in Ungheria quest'anno".

Nei giorni scorsi, il premier ungherese, Victor Orban, ha ribadito che il completamento del muro lungo i 175 chilometri del confine tra Serbia e Ungheria, per prevenire l'ingresso nel territorio ungherese di consistenti flussi di migranti, sarà completato entro il 31 agosto. Secondo Budapest la costruzione di una barriera al confine con la Serbia porterà a una riduzione pari all'85% degli attraversamenti illegali dei confini.    

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Unione Europea, Grecia, Europa
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