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    Serghej Lavrov, ministro degli Esteri

    Isis, Lavrov: Non serve coalizione militare, ma coordinamento forze regionali

    © Sputnik. Grigori Sysoev
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    Si riaffaccia la proposta Putin: unire e coordinare eserciti dell’area contro il Daesh.

    Le iniziative russe per fermare l'Isis non comprendono la costituzione di una coalizione militare di paesi, ma il coordinamento delle forze che già combattono contro il Daesh. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov. A fine giugno, il presidente Vladimir Putin aveva suggerito alla leadership siriana di unire le forze con i paesi della regione, quali la Turchia, la Giordania e l'Arabia Saudita per contrastare lo Stato Islamico.

    "Non stiamo parlando un una classica coalizione militare con un comandante e truppe sotto di lui",

    ha spiegato il capo della diplomazia russa durante una conferenza stampa congiunta con la sua controparte saudita, Adel Jubeir.

    Per Lavrov, molte forze stanno già cercando di fermare il Califfato, da quelle irachene a quelle siriane (governative e opposizione moderata addestrata dagli Usa), passando per quelle curde. 

    "Stiamo parlando — ha aggiunto il ministro riferendosi all'ipotesi — di inviare un contingente multinazionale in una zona di combattimento, che in qualche modo coordini gli eserciti regionali nella lotta ai terroristi, senza che questi abbiano ricevuto nessuna formazione".

    Nel 2014 l'Isis ha conquistato ampie porzioni di territorio in Iraq e Siria e una coalizione internazionale, guidata dagli Stati Uniti, ha dato il via a una campagna aerea contro i terroristi in entrambi i paesi (per la Siria Washington non ha chiesto preventivamente l'ok di Damasco). La coalizione addestra anche l'opposizione moderata siriana, in quanto molti paesi occidentali considerano il governo del presidente Bashar al Assad come illegittimo.    

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    Tags:
    lotta contro il terrorismo, ISIS, Sergej Lavrov, Russia
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