17:34 01 Marzo 2021
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“I parlamentari dei paesi europei devono essere liberi di visitare ogni parte dell’Europa e del mondo. Sulla mappa dell’Europa non ci devono essere buchi neri”.

A dichiararlo è stato il deputato del Bundestag tedesco Alexander Neu (partito LINKE), che nella sua intervista all'emittente SNA Radio ha detto in particolare:

"Parto dal presupposto che i parlamentari dei paesi europei devono avere la possibilità di vistare tutte le regioni del contiente e del mondo. Sulla mappa dell'Europa non ci devono essere "buchi neri", cioè regioni interdette ai deputati di Germania, Francia, Italia o di qualsiasi altro paese, premesso che la loro visita sia approvata dallo Stato, dove si stanno recando.

Il tema della Crimea non è stato ancora chiuso, come anche quello della provincia serba del Kosovo. Dobbiamo esaminare questi due casi nel loro insieme. Credo che si debba organizzare un dibattito sulla Crimea, come abbiamo fatto per il Kosovo. Io e i miei colleghi abbiamo sempre detto apertamente che le violazioni del diritto internazionale rimangono sempre tali.

Non possiamo essere d'accordo con chi dice che le violazioni del diritto internazionali, autorizzate dall'Occidente, non sono più da considerarsi come violazioni, mentre quelle che vanno contro gli interessi dell'Occidente costituiscono un crimine. Il diritto internazionale o vale per tutti, o non ha forza per nessuno. In Occidente, compresa la Germania, ci sono parecchi sostenitori del diritto assimetrico. Credono che gli europei e gli americani possano interpretare il diritto internazionale a modo loro, mentre gli altri paesi lo devono accettare. Non condivido questo approccio. La mia opinione, e anche del nostro partito, è che il diritto internazionale deve avere gli stessi effetti per tutti quanti.

Tra Kosovo e Crimea non vedo nessuna differenza. Se prendiamo lo Statuto dell'ONU, ma non prendiamo in considerazione i fatti degli anni '90, allora l'annessione della Crimea va considerata come una violazione di questo diritto. Se invece pensiamo alla secessione di Slovenia, Croazia e Bosnia, al riconoscimento di questi paesi, e anche del Kosovo, ci tocca constatare che il diritto all'autodeterminazione prevale sull'integrità degli Stati. Lo stesso riguarda anche Sudan e Sudan del Sud. In tutti questi casi l'Occidente ha vanificato le clausole dello Statuto dell'ONU relative all'integrità degli Stati nazionali. Con ciò furono creati dei precedenti che la Russia ha poi usato nel proprio interesse. Se noi diciamo che dal 1991 in poi c'è stata un'evoluzione dell'ordinamento giuridico basato sui precedenti, allora nel caso della Crimea non possiamo parlare di violazione del diritto internazionale".    

Tags:
Crimea e diritto internazionale, Alexander Neu, LINKE, Germania
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