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    Japan's Prime Minister Shinzo Abe bows at the end of his press conference following a cabinet meeting which approved a set of bills bolstering the role and scope of the military, at his official residence in Tokyo on May 14, 2015

    Giappone nel mirino della NSA

    © AFP 2017/ TOSHIFUMI KITAMURA
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    Il Giappone ha reagito ai documenti, divulgati da WikiLeaks, che confermano lo spionaggio da parte della NSA americana ai danni di alcune aziende e personalità altolocate del Giappone, compreso lo stesso primo ministro Shinzo Abe.

    Tuttavia questa reazione è stata poco incisiva. Poco incisivo, e quindi poco invidiabile, sarà anche il futuro del Giappone.

    Il segretario generale del governo di Tokyo, Yoshihide Suga, ha detto che non intende commentare un documento di origine incerta. Poi ha aggiunto: "Se però tutto ciò è vero, noi, come alleati degli Stati Uniti, ne siamo profondamente dispiaciuti".

    Esprimere un rammarico è il massimo che i giapponesi possono fare, crede l'esperto dell'Istituto di studi internazionali dell'Università MGIMO di Mosca, Andrey Ivanov.

    "La reazione moderata del governo giapponese è comprensibile. Di per se lo spionaggio non è una cosa insolita. Uno dei politici — non giapponesi però, ma svedesi — ha detto che lo spionaggio aiuta i paesi a conoscersi meglio e contribuisce alla comprensione reciproca, pertanto anche lo spionaggio americano contro i giapponesi potrebbe essere giustificato. Gli americani potrebbero dire per esempio che gli Stati Uniti volevano sincerarsi della lealtà dell'alleato giapponese e aiutarlo a evitare passi sbagliati che potessero danneggiare non solo le relazioni bilaterali, ma anche la stabilità e la sicurezza della regione.

    Il problema però è che la NSA ha spiato non solo i politici, ma anche le aziende giapponesi. Questo caso fa pensare a spionaggio industriale ed economico. D'altra parte, per i giapponesi non doveva essere una sorpresa. Nel 1983, su suggerimento degli USA, Tokyo ha intrapreso una rivalutazione della moneta giapponese, indebolendo così le aziende orientate verso l'esportazione, che in quel periodo creavano agli americani molti problemi nei mercati internazionali. In tal modo gli USA hanno ottenuto una vittoria economica senza sparare un colpo.

    Per poter reggere alla concorrenza dei cinesi l'America ha bisogno del Giappone. Per tenere il Giappone nella sfera della loro influenza gli americani stanno fomentando la paura. Considerato che la Cina sta effettivamente ingrandendo le sue forze armate, reclamando nel contempo sovranità sulle isole contese, i giapponesi credono alla minaccia cinese.

    Nel contempo gli americani usano nei confonti del loro alleato giapponese anche mezzi "sicuri" — quelli di pionaggio. Le rivelazioni di WikiLeaks hanno dimostrato che per controllare Tokyo gli americani non disdegnano nessuna possibilità. Credo che Shinzo Abe e il suo partito ne siano consapevoli. Ecco perché la loro reazione alle rivelazioni di WikiLeaks è stata così moderata".     

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    Tags:
    Spionaggio USA, Shinzo Abe, Giappone
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