09:26 21 Novembre 2019
Una casa distrutta a Lugansk

Appello a Sputnik Italia: non solo Crimea, venite a visitare anche Lugansk

© Sputnik . Valeriy Melnikov
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Il viaggio della delegazione di deputati francesi in Crimea per vedere di persona la situazione sulla penisola, continua a far discutere. La Crimea però non è l'unica zona "critica". A Sputnik Italia è arrivato un appello/invito ai politici europei a visitare anche l'altro fronte di guerra, non solo mediatica, ma vera e propria: il Donbass.

In Crimea, a novembre c'era già stata una delegazione della Lega Nord, guidata da Matteo Salvini, mentre ora, a ruota dei colleghi francesi, si organizza un nuovo gruppo per il mese di ottobre. Nessuno sembra aver paura delle conseguenze di una visita in Crimea, anche se i deputati francesi sono stati minacciati di ritorsioni legali da parte ucraina per aver constatato con i propri occhi che "la Crimea è storicamente russa".

Perchè la Crimea si e Lugansk e Donetsk no? Con questo interrogativo, che giriamo agli interessati, ci ha scritto Vittorio Nicola Rangeloni, volontario italiano in Donbass, dove si occupa della gestione e consegna di aiuti umanitari e collabora con il Ministero dell'Informazione dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk, traducendo in italiano le notizie dell'agenzia ministeriale LNR Today.

Ecco il testo del suo appello:


Alcuni Parlamentari della Repubblica Italiana hanno recentemente annunciato di voler formare una delegazione per recarsi in Russia e in Crimea, seguendo l'esempio dei loro colleghi francesi.

La situazione politica e sociale della Crimea è chiara, ma soprattutto — e fortunatamente — pacifica. Nel marzo dello scorso anno la popolazione ha scelto in modo compatto (96,6%) per l'emancipazione dall'Ucraina e per l'annessione alla Federazione Russa. Gli ispettori internazionali che hanno vigilato sulle votazioni non hanno riscontrato anomalie. Altri politici europei si sono recati nella penisola, constatando, a loro volta, la volontà popolare in conferma del voto espresso.

Parallelamente a ciò, si sono svolti altri referendum nel Donbass, un territorio semi-dimenticato dalle istituzioni e dai media europei. Nelle regioni di Lugansk e di Donetsk la popolazione ha votato per chiedere l'autonomia delle rispettive regioni, proclamandosi Repubbliche. L'ampia maggioranza secessionista ha scatenato l'ira del governo di Kiev che ha reagito violentemente — a differenza di quanto accaduto in Crimea — reprimendo nel sangue ogni tipo di dissenso, portando alla Guerra civile.

Da oltre un anno, questa repressione armata del governo ucraino ha causato inquantificabili distruzioni, bombardamenti di scuole, ospedali, case, quartieri e interi villaggi. Ad oggi, nonostante numerosi incontri tra le parti, le ostilità non sono ancora finite. La giunta Ucraina con il proprio esercito, coi famosi battaglioni della cosiddetta ultradestra, con i mercenari, ma soprattutto col benestare della NATO e dell'Unione Europea continua a mietere vittime, in gran parte civili.

La notizia che il criminale di guerra, nonché comandante del battaglione Azov, Andriy Biletsky è stato invitato presso la sede del Parlamento Europeo è la conferma di come istituzioni e media occidentali strumentalizzano la questione a proprio piacere,senza rendersi conto che nella nostra cara Europa, è in corso una guerra civile.

  • Distruzione a Lugansk
    Distruzione a Lugansk
    © Sputnik . Valeriy Melnikov
  • Un bambino su un pulmann dei profughi
    Un bambino su un pulmann dei profughi
    © Sputnik . Valeriy Melnikov
  • Un soldato ucraino del battaglione Donbass prepara la sua postazione prima di sparare
    Un soldato ucraino del battaglione Donbass prepara la sua postazione prima di sparare
    © AFP 2019 / ALEKSEY CHERNYSHEV
  • Un bambino seduto su un'altalena di fronte a un tank dell'esercito
    Un bambino seduto su un'altalena di fronte a un tank dell'esercito
    © REUTERS / Gleb Garanich
  • Nel Donbass combattono anche degli italiani
    Combattenti italiani nel Donbass
    © flickr.com / ResoluteSupportMedia
  • Un miliziano del Donbass in un momento di pausa dei combattimenti
    Un miliziano del Donbass in un momento di pausa dei combattimenti
    © AP Photo / Mstyslav Chernov
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© Sputnik . Valeriy Melnikov
Distruzione a Lugansk

La Guerra del Donbass è stata la ragione principale per la quale sono state introdotte le sanzioni in Europa e il motivo per il quale sono state mobilitate le truppe NATO in territorio ucraino. Da cittadini dell'Unione Europea, quali siamo, non possiamo che considerarci, almeno parzialmente, complici.

Ma ancor peggio è voler far finta di nulla, chiudendo gli occhi per non vedere lo strazio quotidiano patito dal popolo del Donbass; tappando le orecchie per non sentire le grida d'aiuto ed il boato delle esplosioni; chiudendoci la bocca per rimanere nel politicamente corretto, senza infastidire nessuno. 

Quotidianamente, queste zone sono coinvolte dagli attacchi dei militari Ucraini nonostante gli accordi di pace siglati a Minsk. Accordi che alla giunta di Poroshenko non sembrano minimamente interessare, violando il "cessate il fuoco" più volte nel corso di ogni giorno, ricorrendo anche all'utilizzo di armi vietate dalla convenzione di Ginevra.

Per queste ragioni, rivolgendomi ai politici, Senatori e Deputati della Repubblica Italiana, chiedo di non dimenticare questa regione invitando ad aggiungere anche Lugansk o Donetsk tra le città da visitare oltre a Mosca ed alla Crimea, dimostrando all'intero mondo un segnale importante di umanità, contro ogni ipocrisia. In caso positivo, in stretta collaborazione con i vertici delle autorità locali, siamo pronti ad accompagnare la delegazione tra le città ed i villaggi, garantendo l'incolumità e la massima sicurezza.


A proposito di ipocrisia, il 10 giugno durante la visita del presidente Putin in Italia, nella conferenza stampa congiunta il presidente del Consiglio Renzi ad una domanda sulla revoca delle sanzioni contro la Russia aveva risposto così:

"L'accordo di Minsk 2 deve essere la bussola di tutti gli sforzi, e spero che tutti gli uomini di buona volontà lavorino perché l'accordo si applicato per superare questa fase di crisi".

Chissà se qualcuno di questi "uomini di buona volontà" vorrà recarsi a vedere di persona cosa succede nel Donbass e come il protocollo di Minsk venga sistematicamente violato dalle truppe ucraine.

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Visita, Crimea, LNR, DNR, Lugansk, Donetsk
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