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    Le sanzioni contro i progetti sulle piattaforme sono pienamente in vigore: l'esempio più eclatante è il congelamento del partenariato tra Rosneft e l'americana “ExxonMobil”.

    USA e UE eliminano le vie per aggirare le sanzioni contro la Russia

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    Secondo il giornale russo "Kommersant", i Paesi occidentali che hanno imposto le sanzioni contro la Russia ora stanno raccogliendo informazioni sugli schemi usati per aggirare le relative misure afflittive.

    Gli operatori di mercato ammettono l'esistenza di  vie elusive, principalmente nel settore metalmeccanico, frutto della volontà dei produttori occidentali di continuare a lavorare con i compratori russi.

    Per molti anni sono stati studiati tutti i trucchi e gli escabotage a cui ricorrevano le imprese iraniane per aggirare le restrizioni  di sanzioni
    © AFP 2017/ Joe Klamar
    Per molti anni sono stati studiati tutti i trucchi e gli escabotage a cui ricorrevano le imprese iraniane per aggirare le restrizioni di sanzioni

    Secondo il "Kommersant", gli Stati Uniti e l'Unione Europea stanno raccogliendo informazioni sulle strutture affiliate con le persone fisiche e giuridiche russe delle blacklist americane ed europee che sono impegnate ad individuare le lacune che permettono alle imprese russe di bypassare le restrizioni sulle forniture di prodotti a duplice uso (civile e militare) e di tecnologia. Negli Stati Uniti il compito è assolto dal Dipartimento delle Finanze, mentre nella UE dalla Commissione europea e dai ministeri dei vari Paesi membri.

    Una fonte diplomatica europea ha ricordato al "Kommersant" che i Paesi occidentali, in particolare gli Stati Uniti, hanno maturato "grande esperienza" per identificare gli schemi per aggirare le sanzioni. "Per molti anni hanno studiato a fondo tutti i trucchi e gli escabotage a cui ricorrevano le imprese iraniane per aggirare le restrizioni e le barriere delle sanzioni occidentali. Inoltre un'altra fonte ha detto che anche in caso di eliminazione dei sistemi per eludere le sanzioni da parte delle imprese e cittadini russi, i membri della comunità europea molto difficilmente andranno incontro ad un inasprimento delle sanzioni contro Mosca.

    "Kommersant" riferisce che effettivamente non sono stati scoperti schemi su larga scala per aggirare le sanzioni. Le restrizioni sui mercati finanziari sono pienamente attuate, come tutti i protagonisti del settore confermano. Le sanzioni contro i progetti sulle piattaforme sono pienamente in vigore: l'esempio più eclatante è il congelamento del partenariato tra "Rosneft" e l'americana "ExxonMobil". Si possono trovare schemi elusivi sulle forniture alla Russia di attrezzature e componenti meccanici. Ci sono due segmenti: un divieto alle vendite di prodotti a duplice uso e i relativi scambi tecnologici, che sostanzialmente hanno creato problemi al settore metalmeccanico russo, e un divieto alle fornitura di attrezzature per lo sviluppo delle piattaforme e per i progetti in Crimea, che hanno lo scopo di creare difficoltà alle compagnie del settore energetico.

    "Il problema è che sotto la categoria dei "materiali a duplice uso" rientra una gamma molto ampia di prodotti, per esempio macchine utensili e componenti, che possono essere utilizzati per la fabbricazione di prodotti sia civili sia di difesa," — ha riferito la fonte di "Kommersant".

    Una parte significativa delle produzioni metalmeccaniche viene comprata dalle aziende russe presso i produttori asiatici, come Cina e Taiwan; tuttavia ci sono prodotti europei unici nel suo genere difficili da rimpiazzare, rilevano le fonti di "Kommersant". "In questo caso gli acquisti vengono effettuati attraverso i produttori russi che non sono legalmente vincolati alle società sanzionate, dopodichè i prodotti vengono rivenduti," — dice uno degli interlocutori. Secondo le fonti di "Kommersant", spesso si tratta "di imprese con un capitale sociale irrilevante che possono acquistare uno o due macchinari, dopodichè le operazioni di acquisto vengono compiute da altre società." Di conseguenza anche se verranno scoperte le aziende che rivendono i prodotti alle imprese sanzionate, per l'Unione Europea e gli Stati Uniti non sarà facile contrastare questo fenomeno. Allo stesso tempo, evidenziano le fonti di "Kommersant", i fornitori occidentali sono ancora molto interessati a vendere apparecchiature in Russia, così sono disposti a "schemi sempre più sofisticati" e sfruttano le opportunità più sicure per garantirsi le proprie vendite.

    Maggiori problemi sorgono con la fornitura di grandi prodotti meccanici e parti finite, come turbine e valvole. Ufficialmente i produttori occidentali ed i loro clienti russi si rifiutano di parlare del tema dell'aggiramento delle sanzioni. Inoltre, secondo questi ultimi, sembra che nessuna delle sanzioni abbia avuto un impatto sul loro giro d'affari. "Per tutti i nostri progetti esistenti non ci sono problemi: tutte le attrezzature previste dai contratti sono consegnate, non c'è bisogno di eludere", — dice una fonte di "Kommersant" vicina a "Rosneft".

    Le fonti di "Kommersant" nel mercato spiegano che "esistono modi per fornire le attrezzature." "Si può registrare nei documenti che le apparecchiature non sono predisposte per le piattaforme. E' facile da fare, ad esempio, con i tubi. Naturalmente le imprese occidentali sanno come stanno le cose in realtà, ma allo stesso modo capiscono che devono guadagnare," — dice la fonte di "Kommersant". "Le grandi società hanno avuto l'idea di creare imprese compratori in Asia o acquistare attrezzature attraverso società off-shore, che non sono giuridicamente affiliate con le imprese sanzionate", — racconta una delle fonti di "Kommersant". Ma questi piani sono falliti. "Nella maggior parte dei casi la produzione high-tech è realizzata su un ordine specifico ed è difficile nascondere dove esattamente andrà a finire," — dice la fonte di "Kommersant". Tuttavia pare che ci siano tentativi per forniture fittizie per conto terzi. Così la joint venture tra la società tedesca Siemens e la russa "Power Machines" ha ricevuto un ordine per turbine a beneficio di una centrale termica nella regione di Krasnodar, che in realtà, secondo il quotidiano "Vedomosti", è una commessa per una nuova centrale in Crimea.

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    cpmpratori russi, Sanzioni, "Kommersant", Iran, UE, USA, Russia
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