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    Russia, l’Europa “la più colpita” dal bando su import prodotti alimentari

    © Sputnik. Filip Klimashevsky
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    Ma secondo il presidente della Camera di commercio americana in Russia, il decremento di competitività del mercato ha creato migliori condizioni per le aziende che sono rimaste.

    Le restrizioni sull'import di generi alimentari imposte dalla Russia in risposta alle sanzioni occidentali motivate dal presunto intervento russo nella crisi ucraina hanno un impatto maggiore sulle nazioni europee che su paesi più distanti. Lo ha affermato Alexis Rodzianko, presidente della Camera di commercio americana in Russia (AmCham Russia).

    In seguito alla riunificazione della Crimea con la Russia e l'escalation del conflitto interno in Ucraina nel 2014, l'Unione europea, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno accusato Mosca di essersi intromessa negli affari di Kiev e hanno introdotto le sanzioni. Mosca, dal canto suo, ha sempre respinto tali accuse e, ad agosto, ha imposto un anno di divieto per le importazione di determinati prodotti alimentari provenienti dai paesi che hanno sostenuto l'introduzione delle sanzioni contro la Russia.

    "Le contro-sanzioni di Mosca hanno un impatto maggiore sui paesi più vicini", ha detto Rodzianko. E l'effetto — ha proseguito — è stato "probabilmente maggiore" su paesi come Polonia, Finlandia, oltre che comunque sull'Europa nel suo complesso.

    Numerose aziende internazionali che fanno parte della AmCham Russia hanno continuato comunque a lavorare nel paese, anche nella produzione di generi alimentari. A undici mesi dall'inizio delle restrizioni imposte da Mosca, i commercianti e l'industria di confezionamento e trasformazione di prodotti alimentari si sono adattati al nuovo stato di cose e sembrerebbero avere meno lamentele da fare riguardo all'incremento del monitoraggio dell'organo di controllo russo. Fra il prezzo del petrolio in crescita e l'indebolimento del rublo, le condizioni in cui le società straniere si trovano a lavorare in Russia si sono fatte progressivamente più stringenti durante lo scorso anno.

    In ogni caso — ha concluso Rodzianko — la competitività del mercato russo ha fatto registrare un certo decremento, creando in tal modo migliori condizioni per le aziende che sono rimaste in Russia.    

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    Tags:
    Sanzioni, AmCham Russia, Alexis Rodzianko, Russia, USA, UE, Crimea
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