22:08 19 Giugno 2018
Alexander Bortnikov

Isis, i “foreign fighters” provengono da oltre 100 nazioni

© Sputnik . Сергей Гунеев
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Secondo il direttore del Servizio federale di sicurezza russo, l’uso aggressivo della propaganda accresce il numero di combattenti e impone di fatto al mondo l’agenda dello Stato Islamico

I cosiddetti "foreign fighters" che attualmente combattono nelle fila dello Stato Islamico provengono complessivamente da oltre 100 nazioni diverse, mentre la formazione jihadista si trova in netto vantaggio a livello di propaganda rispetto a un occidente troppo spesso in stato confusionario.

"Lo Stato Islamico — ha spiegato direttore del Servizio federale di sicurezza russo — ha preso l'iniziativa e sta operando in maniera aggressiva sul fronte della propaganda, imponendo di fatto la propria ‘agenda'". In questo modo — ha proseguito Bortnikov — "gli islamisti, che hanno già affondato i tacchi in Medio Oriente e in Nord Africa, stanno prendendo di mira l'Europa e l'Asia. 

I criminali sono passati dal prendere di mira obiettivi ben precisi ad operazioni militari su larga scala impiegando artiglieria pesante".Lo ha affermato il direttore del Servizio federale di sicurezza russo, Alexander Bortnikov, nel discorso di apertura di un meeting di rappresentanti di agenzie di sicurezza e delle forze armate tenutosi oggi a Yaroslavl`, a nord-est di Mosca. Bortnikov ha notato l'incremento della diffusione geografica dello Stato Islamico.

Inoltre, il numero di combattenti da diversi retroterra etnici e sociali è in crescita soprattutto grazie all'uso che viene fatto della propaganda e l'occidente — ha sottolineato Bortnikov — resta molto spesso indietro quando si tratta di rispondere adeguatamente a certe minacce.

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foreign fighters, discorso, ISIS, Alexander Bortnikov, direttore del Servizio federale di sicurezza, Russia
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