06:28 23 Giugno 2018
Base navale di Guantanamo

Guantanamo, prigione o futura base della Russia?

© flickr.com/ Don Vansant
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Alla luce del ripristino delle relazioni diplomatiche tra USA e Cuba, rinasce l’interesse per il futuro della base di Guantanamo.

Il direttore dell'Istituto di studi cubani e cubano-americani dell'Università di Miami, Jaime Suchlicki, ha dichiarato che l'Avana insiste sulla restituzione di Guantanamo, ma la parte americana teme che la base possa finire nelle mani della Russia. Quanto sono fondati questi timori?

Jaime Suchlicki, figlio di ebrei cubani, non è uno studioso del diritto, bensì un "politologo di calibro regionale", cioè un esperto che consulta Washington sulla problematica cubana. Eppure, proprio le persone come lui spesso rappresentano la posizione delle autorità, quando si tratta di verità scomode. Tuttavia, quello che dice Suchlicki non deve essere preso in considerazione neanche come una libera interpretazione della posizione ufficiale di Washington.

Dal punto di vista giuridico lo status della base di Guantanamo è impeccabile. Gli USA conclusero il contratto di "locazione perpetua", impegnandosi a pagare "2000 monete d'oro all'anno", pertanto Cuba non potrà mai riavere Guantanamo.

Dire che la base possa essere passata alla Russia significa fantasticare. Alla Russia non serve. Non è una base dei sommergibili e non ha infrastutture adeguate, mentre i rifornimenti si possono fare anche in Venezuela. Ma che senso avrebbe creare a Guantanamo una base dei sommergibili, visto che sarebbero un bersaglio facile per le forze dislocate in Florida o potrebbero essere semplicemente bloccati a Cuba? Nessuno intende portare armi offensive nel "retrocortile" degli USA. Ciò non corrisponde né alla teoria della guerra moderna, né alla strategia della Russia.

Nelle ultime settimane in America si sono proliferate le "profezie" sulla "minaccia della Russia". Si parla di missili ipersonici, satelliti killer, nuove armi navali. Adesso c'è pure la base di Guantanamo. È significativo che tutte queste "profezie" sono di natura "strategica", consona alla logica delle aziende militari degli USA. L'inizio della produzione in serie di "Armata", nuovo carro armato della Russia, non preoccupa gli americani, perché è un problema degli europei, invece i due bombardieri russi, avvistati al largo della California, sono diventati la notizia numero uno per tutti i telegiornali.

Prendiamo un altro aspetto. Secondo il consigliere del presidente Obama per la sicurezza e la lotta al terrorismo, Washington vuole trasferire nelle carceri americane 64 degli attuali 116 detenuti del carcere di Guantanamo. Per questo però il Congresso deve emendare la legge che vieta in trasferimento dei detenuti negli USA.

Anche se Obama volesse davvero chiudere il carcere di Guantanamo, dovrebbe ottenere il consenso del Congresso. Se però non lo chiude, non rispetterà le sue promesse elettorali ed entrerà in contrasto con le condizioni avanzate dall'Avana per l'effettivo ripristino delle relazioni diplomatiche. Non sarà che le fantasticherie sull'ipotetica base russa a Guantanamo siano un altro tentativo di giustificare l'impossibilità di chiudere la prigione?    

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Base USA a Guantanamo, Cuba
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