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    La manifestazione di Pravy Sector - ora le chiama le “milizie nazifasciste” anche il londinese The Times

    Strappa ritratto del presidente: rischia 8 anni di prigione. Succede in Ucraina

    © Sputnik. Stringer
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    Daniele Pozzati
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    Un giovane attivista ucraino rischia una condanna da cinque a otto anni di carcere per avere strappato in pubblico un ritratto del presidente Poroshenko.

    E` successo  durante una manifestazione di protesta cui presero parte 400 persone. Lo riferisce il blogger Oleg Varzuk nell'edizione online di Корреспондент ("Corrispondente").

    In quell'occasione, Yuri Pavlenko, detto "Hort", aveva scandito vari slogan come "non ho votato per questo presidente, non e` il nostro presidente", e cantato "Polvere da sparo ci vuole", subito imitato dalla folla.

    La protesta era rivolta alle promesse fatte in campagna elettorale da Poroshenko, e poi non mantenute: da quella, celebre, di "riportare la calma nel Donbass nel giro di poche ore" mentre gia infuriava la battaglia per il controllo dell'aereoporto di Donetsk, a quelle di "fare le riforme", "combattere la corruzione", ecc.

    Una donna osserva disperata il suo appartamento distrutto dalle bombe a Donetsk.
    © Sputnik. Andrey Stenin
    Una donna osserva disperata il suo appartamento distrutto dalle bombe a Donetsk.

    Era il 6 Dicembre 2014. Da allora Yuri Pavlenko e detenuto in attesa di giudizio nel carcere di Vinnytsia, nell'Ucraina centrale. Il reato che gli si contesta e` "organizzazione di disordini di massa", previsto dall'articolo 294 del codice penale.

    E gia qui sarebbe facile fare dell'ironia e chiedersi, per esempio, dove fosse finito quell' articolo mentre le "milizie nazifasciste" — ora le chiama cosi anche il londinese The Times — di Pravy Sector giravano per Maydan in gruppi di undici, con catene, mazze e pistole.

    Ma non divaghiamo, e torniamo alla cronaca. Del resto, si commenta da sola. Pavlenko e detenuto ormai da sette mesi e mezzo. Proprio ieri il tribunale di Vinnytsia ha esteso il termine della sua carcerazione preventiva di altri due mesi!

    Vinnytsia, che a noi italiani non dice nulla, e un luogo simbolico dell'Ucraina post-Maydan in quanto roccaforte elettorale, e non solo, di Petr Poroschenko. Sempre a Vinnytsia, il presidente ucraino possiede una fabbrica dolciario, parte del suo gruppo Roshen.

    Secondo quanto riporta il sito d'informazione Aнтифашист "Antifascist", la stessa corte di Vinnytsia, che si accanisce ora contro Pavlenko, ha appena assolto quattro imputati dello stesso reato: Yuri Levchenko, Yuri Derevyanko, Igor Lutsenko, and Irina Suslovа.

    Sembrerebbe che il reato non sia quello improbabile di avere organizzato chissa quali "disordini di massa", in un Paese che ha prodotto quattro gigantesche rivolte di piazza in 20 anni. L'accanimento contro Pavlenko dipende proprio da quel suo gesto iconoclasta. Secondo il legale di Yuri, Alexei Bonyuka: "C'e una fortissima ingerenza governativa nelle attivita della corte. Le decisioni della corte vengono prese all'esterno. Dopo, in tribunale, si adatta la soluzione scelta alla norma giuridica desiderata. Si tratta quindi di decisioni molto difficili da argomentare. Qui l'accusa dichiara semplicemente che Yuri deve essere condannato, ma non argomenta il perche."

    Armi, Ucraina
    © AP Photo/ Evgeniy Maloletka
    Armi, Ucraina

    Se fossimo dei cinici risponderemmo: perche il regime nato dalla rivolta di Maydan non vuole che le sia resa la pariglia. Ma come i lettori di Sputnik sanno bene, un altra rivolta di piazza e il minimo che possa capitare all'attuale regime.

    Un colpo di stato fascista, o la degenerazione del Paese in un failed state infestato da bande paramilitari secondo uno scenario libico, non sono da escludere.

    Anche se, con giudici (e politici) come questi, chi ha bisogno di un golpe fascista?

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