00:24 26 Novembre 2020
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L'ipotesi che i quattro tecnici Bonatti rapiti a Mellitah possano essere nelle mani di trafficanti di esseri umani. Si teme il passaggio degli ostaggi ad altri gruppi criminali.

Prime indiscrezioni sulla stampa italiana sulle ipotesi formulate dagli 007 italiani sul rapimento dei 4 tecnici della Bonatti di Parma, presi in ostaggio da gruppi criminali lo scorso 20 luglio a Mellitah, località a est dalla capitale Tripoli.

L'ipotesi avanzata nelle ultime ore è quella del rapimento da parte di soggetti legati ai trafficanti d esseri umani nel Mediterraneo. Gli inquirenti si concentrano al momento sullo scenario del blitz non premeditato: i 4 tecnici dell'azienda italiana appaltante dell'ENI in Libia sarebbero stati visti varcare la frontiera in Tunisia per essere rapiti a scopo di riscatto.

Nonostante le rassicurazioni di ieri da parte del ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, che ha escluso si possa trattare di una ritorsione e suggerito di evitare di dare letture politiche alla vicenda, e pur propendendo ancora gli inquirenti per l'ipotesi del sequestro lampo da parte di criminali comuni, si segnala tuttavia in queste ore preoccupazione per il possibile passaggio di mano dei 4 rapiti ad altri gruppi locali, magari vicini al traffico di migranti, messo in qualche modo in difficoltà dalle prime operazioni UE nel Mediterraneo e bisognosi di nuove fonti di approvvigionamento finanziario.

In tal senso non rappresenterebbe un fattore favorevole la diffusione immediata della notizia del rapimento, con l'attenzione sollevata in Italia che potrebbe portare i rapitori ad alzare la posta per un eventuale rilascio. Al momento comunque, nessuna rivendicazione o richiesta di riscatto sarebbe pervenuta all'Italia, in una vicenda sui cui contorni si attendono le prossime 48 ore per poter fare maggiore chiarezza. 

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Tags:
rapimento, Libia, Italia
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