04:43 14 Dicembre 2019
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Siria: siamo in trattativa per aderire all’UEE

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La Siria è in grado di sconfiggere lo “Stato islamico”, se i paesi vicini e i loro alleati smetteranno di finanziare i terroristi e chiuderanno le frontiere, ha dichiarato il primo ministro siriano Wael al-Halqi.

Nella sua intervista, rilasciata a RIA Novosti e Sputnik, al-Halqi ha parlato non solo della lotta al terrorismo, ma anche dei rapporti con l'Unione economica eurasiatica (UEE).

— Recentemente il presidente della Russia Vladimir Putin ha proposto di creare nel Medio Oriente un'unione regionale per combattere il terrorismo internazionale. Lei che cosa ne pensa?

— Per questo è necessario che i paesi della regione, che sin dall'inizio hanno sostenuto i terroristi di ogni sorta, capiscano finalmente che quella del terrorismo è una minaccia comune a tutti quanti. Abbiamo fiducia del presidente Putin e dei dirigenti della Russia. Senza la Russia, che ci sta aiutando in tutti i campi, da quello economico a quello  politico, la Siria oggi non sarebbe in grado di contrastare il terrorismo. Tuttavia Arabia Saudita, Giordania, Turchia e Israele continuano ad aiutare i gruppi armati che operano in Siria. Come potrebbero quindi entrare in alleanza con Damasco?

I terroristi ci vengono "forniti" da moltissimi Stati. La maggioranza di queste persone proviene dai paesi arabi, in particolare dall'Arabia Saudita e dalla Tunisia, ma non pochi combattenti arrivano da Pakistan, Cina, paesi del Golfo e Unione Europea (Belgio, Francia), e persino dagli Stati Uniti.

— Che aiuto serve alla Siria per combattere l'ISIS?

— La lotta al terrorismo richiede l'iimpegno di tutti i paesi del mondo. Tuttavia, va fatta in conformità alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU, sulla base del diritto internazionale, del rispetto della sovranità degli Stati, del dialogo e del consenso degli Stati interessati. Quello che sta facendo in Siria la coalizione internazionale, comandata dagli USA, non ha nulla a che vedere con questo, in quanto la coalizione sta violando, in maniera diretta, gli accordi raggiunti in seno al Consiglio di sicurezza. Non lo possiamo considerare lotta al terrorismo, dato che alcuni degli Stati che hanno aderito alla coalizione stanno apertamente aiutando i gruppi terroristici. Chi potrà credere che lo scopo dei bombardamenti è quello di annientare i terroristi?

Quello di cui la Siria maggiormente ha bisogno è sospendere i finanziamenti ai terroristi e cessare il flusso dei combattenti, organizzato dalle forze che conosciamo bene, tra cui Turchia, Israele, Giordania, Qatar, Arabia Saudita, ecc. La lotta contro ISIS non può limitarsi ai soli bombardamenti. Occorre chiudere i finanziamenti, bloccare le frontiere e cessare il sostegno propagandistico. Sotto questo profilo il governo della Siria, in questo momento, non vede alcuna disponibilità.

I jihadisti di ISIL
© REUTERS / Stringer
I jihadisti di ISIL

È ovvio che Washington intende sviluppare la lotta al terrorismo soltanto per conseguire il suo obiettivo, che è quello di spartirsi la regione. L'America deve rinunciare alle azioni che mirano a sostenere il terrorismo e minacciano la sicurezza internazionale. In realtà tutto quello che occorre fare è unire gli sforzi di tutti i paesi, compresi gli stessi Stati Uniti, attraverso il Consiglio di sicurezza dell'ONU. La Siria ha dichiarato che è pronta a cooperare con qualsiasi Stato che la aiuterà a condurre una lotta reale contro il terrorismo.

I raid dell'aeronatica americana in Siria non sono stati concordati con la parte siriana e sono in netto contrasto con la logica della lotta al terrorismo. Chi sta davvero lottando contro i terroristi è l'esercito siriano, mentre le azioni della coalizione guidata dagli USA non hanno nulla in comune con la lotta antiterroristica.

Il governo siriano apprezza la politica del presidente Putin. Questa politica non riguarda soltanto noi, riguarda tutti i popoli del mondo, perché basata sui principi del diritto internazionale che risale ai valori di uguaglianza e prevede il rispetto delle leggi dell'ONU e delle relazioni tra i paesi, la non ingerenza e la sovranità di tutti gli Stati, sia grandi che piccoli. Non vogliamo minimizzare l'importanza degli aiuti umanitari che riceviamo da parte di varie organizzazioni governative e non governative, comprese anche organizzazioni europee e giapponesi. Tengo però a sottolineare che fra tutti gli aiuti da noi ricevuti, quelli della Russia hanno per noi l'importanza più grande.

In questo momento siamo in trattativa con la Russia per aderire all'Unione economica eurasiatica (UEE) e all'area di libero scambio. In questo modo vogliamo intensificare le relazioni con i paesi che ci sono amici, facilitando l'ulteriore sviluppo della cooperazione economica e commerciale.    

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Lotta al terrorismo, Primo ministro al-Halqi, Siria
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