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    Victoria Nuland offre biscotti ai manifestanti di Kiev.

    La Nuland sarà contenta: verso la guerra civile a Kiev?

    © AP Photo/ Andrew Kravchenko, Pool
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    5 mld di dollari per il Maidan in funzione anti-Putin; armi letali, addestramento dei neonazisti allo fine supremo di fare dell'Ucraina un pugno di acciaio capace di colpire nel Donbass, annichilire i ribelli e prendersi la rivincita dalla disfatta di Debaltsevo, che ha portato alla tregua di Minsk II senza che la Nuland fosse stata invitata.

    Tante spese e fatiche, ed ecco:

    Sparatoria fra la polizia e Pravyy Sector nella cittadina di Mukachevo. Morti e feriti.

    Mukachevo, tranquilla cittadina, sta nella Transcarpazia, dove vive una forte minoranza magiara (200 mila persone) di cui Budapest ha chiesto l'autonomia da oltre un anno. Domenica 12 luglio, una ventina di individui coi distintivi di Prayy Sector, dotati di mitragliatori, granate e sembra lanciarazzi, hanno aperto il fuoco contro il complesso sportivo Antares: di cui hanno ferito gravemente il guardiano, poi hanno incendiato due auto della polizia e hanno ferito diverse persone. Ci sono due morti per Pravyy Sector, forse tre, e quattro feriti (due per PS). Potrebbe essere un regolamento di conti. La Antares è fondata e presieduta dal deputato Mikhailo Lanio, che stava con Yanukovitch e l'anno scorso s'è affiancato col suo piccolo partito locale, a Yatseniuk. Soprattutto è uno spacciatore internazionale di droga, gli si attribuiscono laboratori per la sintesi di anfetamine, e non sarebbe estraneo al traffico internazionale di sigarette che dall'Ucraina cominciano a venire in Italia: da tre a cinque furgoni la settimana rendono ciascuno 470 mila euro netti, ossia comprese le mazzette alle guardie di frontiera (pensate con quale facilità i medesimi furgoni possono spacciare da noi lanciagranate ed "armi letali" del Dipartimento di Stato).

    Due auto della polizia in fiamme a Mukachevo, in Transcarpazia
    © AP Photo/
    Due auto della polizia in fiamme a Mukachevo, in Transcarpazia

    La polizia di Poroshenko circonda la cittadina anche con blindati. Gli armati di Pravyy Sector si asserragliano in una villetta e rifiutano di arrendersi; in 17 città avvengono manifestazioni dei neonazi contro il governo. Yarosh, il capo di Pravyy Sector, si reca a Mukachevo per salvare i suoi uomini facendo da mediatore. Avakov, il ministro dell'Interno nonché capo del famigerato battaglione Azov, offre la sua mediazione. Le manifestazioni nelle 17 città reclamano le dimissioni di Avakov.

    Poroshenko dirama il seguente comunicato:  

    "Gli organi d'esecuzione della legge sono stati incaricati di disarmare e arrestare i criminali che hanno commesso la sparatoria ed ucciso dei civili a Mukachevo".

    Si parla di altre vittime: 6 poliziotti, 3 civili, 3 forze speciali. L'Ungheria rafforza le truppe al confine.

    Grazie Nuland per  aver espanso in Ucraina i valori occidentali.

    Un battaglione corazzato si ammutina

    E' il 2do battaglione della 17ma Brigata Carri — esercito regolare, diciamo — che con un video-messaggio diretto al presidente Poroshenko lo avvisa che non accetterà più ordini a Kiev. Non vogliono essere rimandati in linea; da un anno intero non hanno ricevuto avvicendamento, mentre il comandante della loro brigata semplicemente ha abbandonato il suo posto "non volendo adempiere alle sue funzioni (sic). Ce ne infischiamo dei comandi, come loro se ne infischiano di noi. I loro ordini saranno ignorati. E non consegnamo le armi", dicono i soldati nel video. Chiedono a Poroshenko di mettere fine alla "illegalità pervasiva" nell'esercito. Vestiti di stracci, dicono di aver dovuto comprarsi le uniformi a loro spese, o di averle ricevute da persone benevole.

    Un momento del video in cui i soldati ucraini dichiarano il proprio ammutinamento
    Un momento del video in cui i soldati ucraini dichiarano il proprio ammutinamento

     

     

    Non è proprio il pugno d'acciaio per cui la Nuland ha tanto speso.  Già nella prima chiamata di leva in massa del marzo 2014, 30 mila hanno disertato. Nelle cinque successive chiamate a servire la patria, l'armata è cresciuta da 130 a 232 mila uomini. Ma il numero non è proprio entusiasmante, se si pensa alle decine di migliai di giovani che sono andati a vivere all'estero, magari di poco oltre confine. Sarebbero 1,3 milioni gli ucraini coscritti che sono riparati in Russia. Non è strano: secondo l'intelligence tedesco, la guerra per riprendere il Donbass è costata 50 mila morti. Le cifre ufficiali di Kiev dicono: 6500.

    Perdite NATO nel Donbass

    "Perdite delle truppe mercenarie straniere e delle truppe NATO nel Donbass nel periodo da 2 maggio al 15 febbraio 2015": questo il titolo che il professor Igor Panarin membro dell'Accademia delle scienze militari russa, ha dato al suo rapporto. Non possiamo ovviamente confermare le cifre di Panarin; ma si deve ritenere che siano desunte da passaporti o documenti di questi caduti senza gloria.

    Usa:

    Mercenari della Academy (è la ex-Blackwater) morti o feriti: 269.  

    Mercenari della Greystone: 180 elementi. CIA: 25 elementi

    Polonia: mercenari della ASB Othago: 394 elementi uccisi o feriti.

    Corpo delle donne-sniper (!) del Baltico: 26 elementi.

    Si sostiene che ai combattimenti abbiano partecipato,a fianco delle truppe di Kiev e dei contractors, anche   militari  regolari dell'Alleanza Atlantica. UK Airborne Service (parà britannici), una ventina di morti e feriti. Forze Speciali Usa: circa 15 vittime. Legione Straniera francese: 10 elementi uccisi. Militari polacchi: 10. Croati: dieci. Militari israeliani (potevano mancare?) dieci.

    Secondo Panarin, dei circa 2200 combattenti accerchiati nella sacca di Debaltsevo, un quarto erano mercenari stranieri o truppe della NATO vera e propria. Ci si può non credere. Ma questo spiega benissimo la fretta frenetica con cui Merkel e Hollande, prima durissimi, si sono precipitati incontare Putin su loro richiesta, per ottenere un cessate il fuoco, quello chiamato Minsk 2, e la liberazione dei rinchiusi nella sacca: sarebbe stato spiacevole dover rivelare che gli europei agli ordini della NATO già stavano in guerra, sia pur di nascosto, contro i ribelli del Donbass. Un segreto sporco e pericoloso,   specie se Putin avesse dovuto prendere atto a sua volta che la NATO stava facendo la guerra ai russi del Donbass. Non si sarebbe potuto evitare un conflitto maggiore. Generosamente, da parte russa s'è sorvolato su questi occidentali atlantici nella sacca, vergognoso episodio   persino sul metro dei "valori occidentali".

     

    Autore: Maurizio Blondet,

    Articolo originale 

     

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