12:16 03 Giugno 2020
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Il Consiglio straordinario degli Interni delibera sulle quote di distribuzione: Molti Paesi si sfilano, entro due anni trasferiti da Italia e Grecia in 32mila. Il no di Austria e Ungheria.

Trentaduemila migranti in due anni. E' questo l'accordo raggiunto a livello europeo sul trasferimento di profughi richiedenti asilo da Italia e Grecia nei prossimi due anni. Non più quindi i 40mila che inizialmente erano stati previsti.

Un accordo al ribasso, quello strappato ieri nel corso del Consiglio straordinario degli Affari Interni svoltosi a Bruxelles, secondo quanto riportato da fonti diplomatiche europee. Inizialmente il piano prevedeva infatti la distribuzione di 40mila profughi già in Europa, mentre altri 20mila sarebbero provenuti dai campi profughi extra UE.

Con la decisione di ieri, forzata dall'intransigenza di molti Paesi membri, saranno invece complessivamente 54mila i migranti che verranno accolti in Europa. E già si parla di nuove riunioni in programma tra sei mesi per fare il punto della situazione ed aggiornare eventualmente le cifre.

Nel particolare, stante la non obbligatorietà della delibera UE, nei fatti si è visto confermato il netto rifiuto ad accogliere altri migranti da parte di Austria e Ungheria, con il Regno Unito e Danimarca che si erano già sfilate nella primissima ora dal piano UE.

Per contro, Germania e Irlanda, dalla prima ora in testa alla lista di Paesi che spingono per l'accoglienza, avrebbero deliberato di ricevere più profughi di quanto richiesto dall'UE, andando così a bilanciare numericamente le defezioni di moltissimi membri.

Se si eccettuano i casi tedesco e irlandese infatti, per Spagna, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia sarebbero state approvate quote inferiori a quanto richiesto dall'UE. 

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Unione Europea, accordo, Europa
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