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    Il premier israeliano Benjamin Netanyahu

    Israele teme lo sviluppo nucleare in Iran

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    La metà della popolazione israeliana favorevole a un intervento militare preventivo per evitare lo sviluppo nucleare iraniano. Mentre ex ambasciatori USA in Israele si congratulano con Obama per lo storico accordo.

    L'accordo di Vienna sul nucleare iraniano spaventa Israele. E secondo un sondaggio del quotidiano Maariv, circa la metà degli israeliani si dice favorevole a un ipotetico intervento militare unilaterale contro l'Iran per impedire in via preventiva che la Repubblica islamica si doti di una bomba atomica.

    Circa tre quarti delle persone intervistate sono convinte che l'accordo siglato il 14 luglio a Vienna con l'Iran accelererà le capacità di Teheran di sviluppare un'arma nucleare piuttosto che prevenire questa ipotesi.

    Alla domanda "Sosterresti un'azione militare indipendente da parte di Israele contro l'Iran se fosse necessario per impedire all'Iran di avere un'arma nucleare?" il 47% degli iraniani ha risposto si, il 35% si è espresso per il no, mentre il 18% non ha espresso opinioni. E alla domanda "A tuo parere, l'accordo siglato porterà l'Iran più vicino allo sviluppo di un'arma nucleare?" il 71% degli intervistati ha risposto si.

    Il governo del premier Benjamin Netanyahu si è opposto in ogni modo alla conclusione dell'intesa, definita "un errore storico". Israele non ha mai dichiarato ufficialmente di possedere l'arma nucleare, ma è opinione diffusa che sia l'unico Paese dell'area mediorientale ad averla.

    Di tutt'altra opinione 100 ex ambasciatori, nominati da presidenti democratici e repubblicani, che hanno scritto a Barack Obama congratulandosi dell'"accordo storico". Secondo il loro giudizio, l'accordo potrebbe essere efficace contro lo sviluppo di un'arma nucleare da parte di Teheran, e invitano quindi il Congresso a sostenerlo.

    Tra i sottoscrittori della lettera pervenuta alla Casa Bianca, anche cinque diplomatici che hanno operato in Israele, Daniel Kurtzer, ex ambasciatore in Israele ed Egitto  sotto le presidenze di Clinton e di George W. Bush, e altri quattro ambasciatori statunitensi in Israele, ovvero James Cunningham, William Harrop, Thomas Pickering e Edward Walker Jr.

    Inoltre, Richard Boucher, ex portavoce di segretari di Stato di entrambi i partiti e sottosegretario per l'Asia centrale e meridionale, Ryan Crocker, ex ambasciatore in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Siria, Kuwait e Libano, nominato dal presidente George H. W. Bush e, in seguito, da Bill Clinton, George W. Bush e Obama, Nicholas Burns, sottosegretario di Stato che ha guidato gli sforzi diplomatici con l'Iran per George W. Bush, Teresita Schaffer, ex ambasciatrice in Sri Lanka, nominata sia da Bush senior che da Clinton.

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    Tags:
    Casa Bianca, Accordo di Vienna, programma nucleare, Benjamin Netanyahu, Barack Obama, Israele, Iran
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