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    Israele replica all'Iran

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    Secondo l'ambasciatore israeliano negli USA, l'accordo diplomatico raggiunto a Vienna non sbarrerebbe la strada al nucleare ma spingerebbe ancor di più l'Iran alla produzione della bomba atomica. Quasi che Israele fosse estraneo dalle guerre nell'area medio orientale.

    L'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Ron Dermer, espone dalle pagine del Washington Post le ragioni principali per cui Tel Aviv considera insoddisfacente ed estremamente pericoloso l'accordo sul nucleare iraniano.

    "Israele — esordisce Dermer — ha sempre temuto che le potenze del P5+1 si apprestassero ad avvallare un cattivo accordo con l'Iran", ma quanto annunciato martedì a Vienna "lascia senza parole per l'entità delle concessioni a un regime, quello iraniano, che è il primo sponsor del terrorismo al mondo, è impegnato in una marcia di conquista in Medio Oriente, è responsabile della morte e della mutilazione di migliaia di soldati statunitensi e giura di annichilire lo Stato israeliano, lavorando alacremente a questo fine".

    Ron Dermer, ambasciatore israeliano negli Stati Uniti
    Ron Dermer, ambasciatore israeliano negli Stati Uniti

    Secondo Derner, l'accordo raggiunto a Vienna dall'Iran e dalle maggiori potenze mondiali presenta quattro problemi principali. Anzitutto, lascerebbe a disposizione dell'Iran "una vastissima infrastruttura nucleare", grazie alla quale il Paese sarebbe in grado di dotarsi dell'arma atomica in meno di un anno.

    Il secondo problema riguarderebbe le restrizioni imposte all'Iran, che rimarranno in vigore per un decennio, a prescindere dall'atteggiamento e dalle azioni della Repubblica islamica:

    "Tra 10 anni l'Iran potrebbe essere ancora più aggressivo e pericoloso con i suoi vicini […] e le restrizioni al suo programma nucleare verrebbero automaticamente rimosse in ogni caso", lamenta l'ambasciatore. In questo senso, "l'accordo non sbarra all'Iran la strada verso la bomba atomica, ma la spiana" e di fatto la calendarizza".

    Proprio questa considerazione conduce al terzo problema citato da Dermer. L'accordo, nella sua attuale conformazione, rischierebbe di scatenare una corsa alla proliferazione nucleare nella regione più instabile e volatile del pianeta. Infine, accusa l'ambasciatore israeliano, l'accordo consegna 150 miliardi di dollari in asset congelati dalle sanzioni a un paese la cui economia non ne vale più di 400. Una valanga di denaro contante che

    "difficilmente verrà investito nella ricerca medica o nella spesa sociale", e più probabilmente "andrà a finanziare le forze sciite in Iraq, Siria e Yemen".    

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    Tags:
    Minaccia, Accordo con Iran, Ron Dermer, USA, Iran, Israele
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