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    L'Isis minaccia i Balcani

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    Un nuovo video pubblicato su YouTube prevede l'invasione del Califfato nei Paesi balcanici. Aumenta l'attenzione verso l'arruolamento dei cittadini della regione nelle fila dell'Isis.

    E' stato pubblicato, nel canale YouTube "Put hilafeta" (letteralmente, la strada del Califfato) un nuovo video che minaccia attacchi nei Balcani occidentali da parte di un gruppo terroristico islamico. Lo riferisce l'emittente radiotelevisiva serba B92. Il video, in lingua bosniaca, s'intitola "Siamo il Califfato islamico — versi (hilafet-kasida)".

    "Gioite voi tutti abitanti dei Balcani — si ascolta nel video — per voi sono vicini giorni migliori, arrivano da voi i musulmani. Gioisci, Serbia, sarai parte dell'islam anche se non ti fa piacere".

    Secondo il video comunicato, la presa dei Balcani comincerà infatti dalla Serbia per poi estendersi a Bosnia Erzegovina, Croazia, Montenegro, Albania, Kosovo, Macedonia.

    Al termine del video viene indirizzato un messaggio di minaccia al Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, attraverso un fotomontaggio.

    "Gioisci Obama, la vittoria è nostra, noi siamo i figli dell'islam, siamo l'hilafet islamico".

    Il sito ha pubblicato, riferisce B92, anche in passato messaggi a favore dello Stato islamico e del reclutamento di combattenti.

    I Paesi dei Balcani continuano a monitorare con attenzione il fenomeno del terrorismo islamico, in particolare, cercando di arginare il fenomeno degli arruolamenti di cittadini della regione nella fila dello Stato islamico per le guerre di Iraq e Siria. Tant'è che "Al Hayat media center", la principale fonte di propaganda e di diffusione dello Stato Islamico, ha pubblicato agli inizi di giugno un video dedicato ai Paesi della regione, in cui appaiono alcuni suoi combattenti che annunciano "la vendetta nei confronti di chi ha umiliato i musulmani".

    I jihadisti di ISIL
    © REUTERS/ Stringer
    I jihadisti di ISIL

    Nel video ci sono anche due albanesi che parlano nella loro lingua madre, Abu Muqatil (Al Kosovi) e Abu Bilqis (Al Albani), probabilmente originari del Kosovo e dell'Albania. I due annunciano "giornate nere per chi disprezza Allah, in Kosovo, in Albania, in Macedonia e in tutti i Balcani". Nel suo messaggio Abu Muqatil avverte: "Dovete temere di uscire, di stare in ufficio e nelle vostre case, dovete temere persino di dormire. Con il permesso di Allah vi strangoleremo. Arriveremo con gli esplosivi", conclude Abu Muqatil.

    La penetrazione delle cellule islamiche nei Balcani è un fenomeno noto da tempo agli inquirenti italiani e internazionali. In Bosnia Erzegovina, la lotta alle organizzazioni terroristiche in Bosnia si è intensificata nel mese di settembre dello scorso anno, quando la polizia ha eseguito una serie di arresti nell'ambito dell'operazione "Damask". Tra le persone arrestate a settembre spicca la figura di Husein Bilal Bosnic, considerato uno dei leader della comunità wahabita in Bosnia. Bosnic è anche noto nel nostro paese per aver svolto attività di proselitismo nel nord Italia e per avere parlato alla stampa nazionale del Vaticano come possibile obiettivo di attacchi. 

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