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    Gli USA stanno riducendo la loro presenza nell’Artico

    © Sputnik. Alexander Kovalyov
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    Secondo Dan Sullivan, ex procuratore dell’Alaska e oggi membro del Senato USA, si tratta di una decisione strategicamente insensata.

    Nei prossimi due anni le forze armate degli USA saranno ridotte di 40 000 uomini. Saranno licenziati anche 17 000 civili che lavorano per l'esercito. In tal modo, entro la fine del 2017 nell'esercito resteranno 450 000 uomini. Secondo il quotidiano USA Today, le riduzioni sono dovute ai problemi finanziari del Pentagono.

    Le riduzioni più grandi riguarderanno la base unificata "Elmendorf-Richardson" in Alaska: degli attuali 4000 uomini alla fine nella base ne resteranno soltanto 1050.

    Il senatore Dan Sullivan, membro della Commissione per le Forze armate, ha espresso il suo sdegno per la riduzione dei militari in Alaska, dichiarando che questo piano è "strategicamente insensato". Secondo Sullivan, la crescente attività nell'Artico della Russia richiede la presenza militare degli Stati Uniti nella regione.

    "Anziché ridurre, dobbiamo ingrandire le nostre fore nella parte settentrionale della regione Asia-Pacifico. La debolezza serve a provocare. Potremo attenderci delle provocazioni da parte di Russia, Cina o Corea del Nord",

    ha dichiarato il senatore in un'intervista al canale Fox News.

    Secondo Sullivan, un tale scenario sarà gradito da una sola persona nel mondo: il presidente della Russia Vladimir Putin.

    "Questa non è una mentalità strategica",

    ha concluso il senatore.    

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    Riduzione esercito, Senatore Dan Sullivan, USA
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