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    In Corea del Sud è scandalo delle intercettazioni

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    Nel 2012 i servizi segreti sudcoreani acquistarono dall’italiana Hacking Team il software RCS che permettere di intercettare tutte le comunicazioni su internet.

    Lo ha confermato il direttore dell'intelligence sudcoreana Lee Byung-ho, intervenuto oggi alla riunione della Comissione per i servizi segreti, citato dal quotidiano Chosun Ilbo. Secondo il capo dell'intelligence, il programma in questione è stato usato soltanto per la verifica dell'efficienza dei metodi di propaganda usati dalla Corea del Nord e per la sorveglianza degli agenti nordcoreani, e non è mai stato usato contro cittadini sudcoreani. Da parte dell'opposizione coreana, tuttavia, ci sono dei seri dubbi.

    Un rappresentante della Nuova alleanza politica per la democrazia ha dichiarato che il fatto che il programma per l'intercettazione degli smartphone sia stato acquistato in ottobre 2012, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali, vinte con strettissima maggioranza dal leader di Saenuri, Park Geun-hye, è molto allarmante. Dai documenti di Hacking Team, finiti su internet, si è saputo che in maggio 2013 una società sudcoreana, che agiva da tramite, ha chiesto alla società milanese di aggiungere al programma la funzione di intercettazione dei messaggi trasmessi tramite il messenger Viber, che proprio in quel periodo avevano cominciato a usare il candidato dell'oppposizione alla presidenza Ahn Cheol-soo e alcuni altri leader dell'opposizione, che temevano che potesse essere sorvegliato il messenger coreano KakaoTalk. In quel periodo era in corso un'indagine a carico dell'ex capo dei servizi segreti Won Sei-hoon, che ha dovuto dimettersi dopo che è emersa la verità sul coinvolgimento dei servizi nella campagna elettorale.

    Alle udienze di oggi l'attuale capo dell'intellingence Lee Byung-ho ha dichiarato che è pronto ad assumersi la responsabilità, se verrà dimostrato che lo spyware è stato usato per scopi diversi da quelli della lotta contro le minacce esterne alla sicurezza del paese. L'opposizione però non intende credere alle parole e si accinge a procedere ad un'ispezione dei servizi segreti per verificare il modo in cui viene usato il software.    

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