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    Il colloquio tra la Merkel e il leader greco.

    Germania a Tsipras. “Moralità significa pagare i debiti”

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    Dura la posizione dell’Europa nei confronti del governo Tsipras. “Fino a ora ho evitato di parlare delle scadenze, ma la scadenza ultima arriva questa settimana". Così replica al premier greco il presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker, intervenendo al Parlamento Europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo.

    "Senza l'interruzione dei negoziati a causa del referendum, la Grecia e i suoi partner avrebbero già raggiunto un accordo. Il tavolo negoziale è il nostro posto ed è stato un errore abbandonarlo". Juncker ha risposto duramente a Tsipras — secondo il quale "questa discussione non può svolgersi a porte chiuse, perchè è una discussione politica su che direzione prendere" —  sottolineando che proprio grazie al fatto che le discussioni si siano svolte a porte chiuse il governo greco non ha raccontato tutta la verità ai cittadini.

    "La Commissione europea aveva proposto un programma pluriennale di prestiti per 35 miliardi di euro, è bene che si sappiano tutte le cose che sono state dette dietro quelle porte chiuse", tuona Juncker, sostenuto dal tedesco Manfred Weber, leader del Ppe e molto vicino alla cancelliera Merkel, che ha accusato Tsipras di avere, con il referendum, distrutto la fiducia in Europa: "Lei ha un bilancio catastrofico, non rappresenta la speranza. Saranno la Spagna, il Portogallo, le infermiere in Slovacchia a pagare i suoi debiti. Lei ha organizzato un referendum, ora anche la Slovacchia lo vuole fare perché ne hanno abbastanza di pagare per voi".


    Video: L'intervento di Tsipras al parlamento europeo


     

    Tsipras è stato attaccato duramente anche dal presidente del Consiglio UE, Donald Tusk, che si dimentica del debito di guerra della Germania.

    "Moralità significa pagare i debiti, non è vero che i creditori sono immorali e che i debitori sono vittime innocenti. Non è possibile continuare a spendere più di quello che si guadagna, questa è l'origine della crisi in Grecia, non la moneta unica".

    Di diverso tenore le considerazioni del presidente del gruppo dei socialisti europei, l'italiano Gianni Pittella: «Per noi socialisti l'Europa senza la Grecia non esiste. Ci opponiamo a speculatori politici, dobbiamo fare di tutto per salvare la Grecia e salvare l'Europa». In replica, Tsipras ha reagito chiedendo «un taglio del debito per poter essere in grado di restituire i soldi. Ricordo, ha sottolineato il leader greco, che il momento di massima solidarietà nella UE è stato nel 1953 quando venne tagliato il 60% del debito tedesco».

    La richiesta di un nuovo piano di aiuti, firmata dal ministro delle Finanze Euclid Tsakalotos, è pervenuta al tavolo del presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem e al dg dell'Esm, Klaus Regling.

    Atene avrebbe chiesto un intervento di salvataggio finanziario all'European Stability Mechanism di tre anni (senza precisare l'entità della somma richiesta), cominciando ad attuare alcune misure su tassazione e pensioni all'inizio della prossima settimana, e assicura di voler onorare i suoi obblighi finanziari "pienamente" e nei tempi previsti verso la Banca centrale europea.

    Pronta la replica di Berlino, che giunge dal portavoce del ministero delle Finanze, Martin Jaeger, in un incontro con la stampa.

    "Per noi è chiaro che il vero esame della richiesta può solo iniziare quando ci sarà l'intero pacchetto di riforme sul tavolo. Il Governo tedesco, ha concluso infine Jaeger, è pronto a gestire qualsiasi evoluzione della situazione".

    Ora la Commissione UE attende l'ultima proposta per aprire il negoziato sulla richiesta del prestito. Il termine è fissato entro la mezzanotte di domani.  

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    Referendum in Grecia, Crisi in Grecia, Grexit, ESM, Consiglio Europeo, Commissione Europea, Martin Jaeger, Klaus Regling, Euclid Tsakalotos, Jean-Claude Juncker, Donald Tusk, Jeroen Dijsselbloem, Alexis Tsipras, Germania, UE, Grecia
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