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    Dopo gli bombardamenti a Sana'a, la capitale dello YemenBombardamenti in Yemen

    Yemen, i bombardamenti proseguono nonostante le trattative ONU

    © REUTERS/ Khaled Abdullah © REUTERS/ Mohamed al-Sayaghi
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    Yemen sempre più nel caos, oltre che nell’isolamento mediatico, teso a favorire le petromonarchie.

    Nel paese aleggia il mistero sulla tregua umanitaria a cui sta lavorando l'inviato dell'Onu in Yemen, Ismail Ould Cheikh Ahmed. Dopo il viaggio del diplomatico mauritano a Sana'a, gli Houthi avevano accettato la tregua, salvo poi non confermare di voler sostenere l'iniziativa. A bloccare la tregua di fine Ramadan è stato anche il governo in esilio del presidente Abd Rabbo Mansur Hadi il quale ha posto alcune condizioni come il ritiro delle milizie sciite dalle città del paese. Sono tanti i dubbi, secondo gli osservatori yemeniti citati dall'emittente televisiva "al Arabiya", circa la possibilità che si arrivi davvero ad una tregua umanitaria.

    L'inviato dell'Onu era arrivato a Sana'a ieri con l'obiettivo di rilanciare un processo di pace mai decollato — accolto da manifestazioni di massa contro l'Arabia Saudita — e di ottenere una tregua umanitaria nel paese, che consenta di assistere centinaia di migliaia di persone, ridotte allo stremo dalla mancanza di cibo, acqua, medicine.

    Ma nonostante la sua presenza, la coalizione ha proseguito i bombardamenti, prendendo di mira anche le abitazioni del nipote di Saleh e di alcuni sostenitori degli Houthi nella capitale e le postazioni militari dei ribelli nelle città di Amran e Al Mokha. Il 3 luglio ad Aden, seconda città del paese, almeno tredici miliziani houthi e otto combattenti delle milizie fedeli al presidente Abd Rabbuh Mansur Hadi, in esilio in Arabia Saudita, sono morti negli aspri combattimenti. 

    Intanto, la situazione umanitaria peggiora sempre più. La coalizione sostenuta da Emirati Arabi, Kuwait, Bahrein, Qatar, Sudan, Egitto, Giordania e Marocco, grazie anche all'appoggio logistico delle forze armate di Washington, realizza ormai da mesi continui bombardamenti indiscriminati contro la popolazione. Il 1° luglio scorso le Nazioni Unite hanno classificato lo Yemen come una crisi umanitaria di livello 3, la categoria più alta prevista. Il conflitto sta provocando un crollo di tutte le infrastrutture civili presenti nel paese più povero di tutto il Medio Oriente. Secondo gli analisti e gli operatori umanitari, ormai il 90% della popolazione ha immediato bisogno di aiuti, quasi tutte le infrastrutture del paese sono distrutte o inagibili a causa dei bombardamenti e quasi tremila persone sono morte. Il blocco marittimo e aereo imposto da Riyadh ha fatto precipitare la situazione, insieme all'embargo sugli aiuti e anche sui medicinali decretato dalla coalizione a guida saudita.  

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    Guerra, Bombardamenti, Abd Rabbih Mansur Hadi, Ismail Ould Cheikh Ahmed, Medio Oriente, Arabia Saudita, Yemen
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