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    Jihadista di ISIS

    I jihadisti scandinavi di ISIS perderanno la cittadinanza europea

    © flickr.com/ Zoriah
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    Recentemente la Scandinavia merita senza dubbio di essere il "perno principale del reclutamento dei jihadisti" in Europa.

    Nelle reti di reclutamento finiscono sempre più persone disposte a partire "per la guerra santa" dalla Svezia, Finlandia e Norvegia. Spesso ritornano "in congedo" e si trasformano in reclutatori. In Svezia questa struttura autoaggiornante si è diffusa in quasi tutto il Paese.

    Non può chiudere gli occhi davanti a questo problema nemmeno il governo, la cui impopolare politica di immigrazione sta spingendo sempre più a destra l'elettorato svedese. Le autorità svedesi però hanno scelto un modo molto strano per risolvere il problema. Hanno proposto di attuare un programma di "riabilitazione" ai combattenti islamici che ritornano nel Paese. Ai "turisti-jihadisti" hanno promesso per esempio agevolazioni per ottenere un alloggio e un lavoro e molti altri benefici che richiedono sacrifici da parte dei contribuenti. Naturalmente questa proposta ha suscitato una nuova ondata di indignazione tra i cittadini onesti.

    Un'opzione più interessante è stata offerta dalla destra svedese che acquisisce sempre più consensi rappresentata dai "Democratici di Svezia." Il segretario politico del partito di Malmo Pontus Andersson ha detto in un'intervista al quotidiano svedese "FriaTider":

    La volontà dei "Democratici di Svezia" consiste nel fatto che queste persone trovino le porte chiuse in Svezia. Ma coloro che sono coinvolti nel reclutamento e nell'addestramento dei futuri jihadisti devono essere rimandati nel Paese d'origine e devono perdere la cittadinanza svedese. Se fossimo al governo, avremo fatto questo. Ma ora purtroppo siamo qui a Malmö e non possiamo influenzare. Nel governo ci sono questioni più importanti.

    Tenendo tuttavia conto di quanto rapidamente sia in crescita la popolarità del partito del Paese, è lecito sperare che presto la Svezia avrà la reale possibilità di sbarazzarsi di queste persone pericolose.

    Nel frattempo il ministro norvegese per le pari opportunità e l'integrazione sociale Solveig Horne ha proposto recentemente di privare della cittadinanza norvegese i guerriglieri che combattono dalla parte di ISIS "che possono ledere gli interessi dello Stato", sostenendo che un tale disegno di legge potrebbe interessare anche coloro che hanno pianificato di unirsi alla jihad.

    Il politologo russo Andrej Manoylo non esclude la possibilità che i servizi segreti scandinavi siano interessati al ritorno in patria dei combattenti islamici dal Medio Oriente.

    "Hanno esperienza di combattimento ed è possibile che i servizi segreti scandinavi siano interessati ad averli dalla loro parte per poi usarli. Forse li gettano in un posto dove la NATO prepara il suo successivo intervento, in qualsiasi "teatro" dove i militanti possono essere util. Pertanto non escludo che dietro pseudo programmi umanitari possano celarsi prassi ciniche,"- ha detto Andrej Manoylo.

     

    E' interessante sapere dove questi "jihadisti del nordi", trovandosi le porte della Scandinavia chiuse, si recheranno…

    Tags:
    jihad, Immigrazione, Servizi Segreti, ISIS, Solveig Horne, Norvegia, Svezia, Scandinavia
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