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02:07 21 Luglio 2019
Ankara ha dato il via a una serie di raid aerei contro postazioni di gruppi jihadisti in Siria.

A Kobane regnano paura e diffidenza

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Dopo l’attacco dello Stato islamico, a Kobane regna la diffidenza, ogni faccia nuova suscita sospetti. Nella città si continuano a cercare le vittime delle sparatorie. È stata già confermata la morte di oltre 200 persone, di cui il 75% donne e bambini.

Nei pressi nella città continuano a essere scoperti dei piccoli gruppi di terroristi, allora intervengono i combattenti curdi.

La giornalista Raushan Halil, che vive a Kobane dal settembre 2014, ha parlato a Sputnik degli ultimi eventi:

"Dopo l'attacco nella città si è instaurato un clima di diffidenza. Gli abitanti non si fidano più di nessuno, ogni persona, per loro, potrebbe essere un terrorista. La sfiducia è praticamente totale, specie quando la gente vede facce nuove.

Da ieri gli abitanti stanno ritornando nella loro città, ma tutti vengono sottoposti a severi controlli. Si controllano i documenti, alla gente si chiede da dove viene e tutti vengono interrogati. Ieri abbiamo visto i corpi di parecchi terroristi. Quasi il 90% ha addosso una cintura esplosiva. Questo conferma che erano decisi a combattere fino all'ultimo sangue. Sono state scoperte anche delle piante della città, sulle quali sono indicati i percorsi dei terroristi, il numero delle case e il colore delle porte e delle finestre. C'erano persino planimetrie di singoli edifici.

Alcuni rappresentanti ufficiali della comunità curda di Kobane hanno detto ai giornalisti che il "coinvolgimento della Turchia non è stato provato". Tuttavia hanno fatto quesa dichiarazione sotto la pressione delle autorità turche, che in pratica avevano detto: o smettete di accusarci di complicità nell'attacco a Kobane, o niente più vostri feriti sulla nostra terra".

La guerra contro ISIS è una grande sfida per i "reparti di autodifesa popolare", in quanto presuppone la necessità di ricostruire "dal basso" il sistema di potere statale nel Nord della Siria. Farlo subito in condizioni di guerra ed isolamento della regione non è possibile, ma il prezzo di ogni errore è altissimo. Chi ha progettato l'attacco a Kobane ha raggiunto il suo scopo: centinaia di abitanti sono stati uccisi e feriti, nella città regnano paura e diffidenza, l'avanzata dei curdi verso Raqqa si è arenata.

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Attacco a Kobane, Siria
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