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    Usa, cyber attacco cinese. 18 milioni le identità rubate

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    Il più grande attacco cybernetico ai danni dell’amministrazione Obama, accusata di avere minimizzato la gravità della situazione.

    Circa 400 esponenti di Pechino sono volati a Washington per i colloqui annuali ospitati dal Vice Presidente, Joe Biden, dal Segretario di Stato, John Kerry, e dal Segretario al Tesoro, Jacob Lew.

    "Gli Stati uniti sono fermamente impegnati a migliorare le relazioni con la Cina",

    ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, John Kirby.

    "Mentre i nostri paesi — ha continuato — sono in disaccordo su molti punti, noi riconosciamo che ci sono molte aree di cooperazione che beneficiano entrambi".

    La due giorni di dialogo strategico ed economico tra Cina e Stati Uniti inizierà pubblicamente oggi con l'incontro tra Kerry e il ministro degli Esteri cinese, Yang Jiechi. Sarà la prima apparizione di Kerry da quando si è rotto una gamba in un incidente in bicicletta lo scorso 31 maggio.

    A porte chiuse, si è già tenuto un incontro tra il vicesegretario di Stato, Tony Blinken, con il viceministro degli Esteri Zhang Yesui, sul più pesante dei dossier, quello della sicurezza.

    Secondo la Cnn, sarebbero circa 18 milioni, e non 4,2 come indicato inizialmente, le identità dei dipendenti federali, tra quelli in servizio ed in pensione, hackerate nell'ultimo cyberattacco subito dall'amministrazione Usa all'inizio di giugno. Da quanto ha riferito il direttore dell'Fbi, James Comey, in un'audizione a porte chiuse al Senato, sulla base dei dati interni dell'Office of Personnel Management, si tratterebbe quindi del cyber attacco più vasto mai subito da uno Stato. Infatti, il numero delle identità prese di mira sembra destinato ad aumentare mano a mano che le indagini sulla maxi violazione della rete dei computer dell'amministrazione americana proseguono. Tra le persone colpite anche chi aveva fatto domanda di lavoro ma non era stato assunto dal governo.

    Gli investigatori americani ritengono che dietro all'attacco informatico ci sia il governo cinese e che per compiere la cyber-intrusione gli hacker abbiano usato molteplici punti di accesso, tra cui delle società incaricate dall'amministrazione federale di esaminare i candidati. Inoltre, il numero delle persone effettivamente colpite è destinato a crescere perché gli hacker hanno violato un database governativo usato per i controlli di sicurezza sui dipendenti che contengono anche le informazioni private dei membri della loro famiglia.

    Nella bufera finisce anche l'amministrazione Obama, accusata di aver minimizzato la gravità della violazione.

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    Tags:
    cyber attacco, FBI, John Kirby, James Comey, Zhang Yesui, Tony Blinken, Yang Jiechi, Jacob Lew, Joe Biden, John Kerry, USA, Cina
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