14:54 15 Dicembre 2017
Roma+ 14°C
Mosca+ 2°C
    Il premier greco Alexis Tsipras con il presidente della Commisione Europea Jean-Claude Juncker durante il summit a Bruxelles, il 22 Giugno, 2015.

    Grecia, meno 3 giorni all'intesa

    © AFP 2017/
    Mondo
    URL abbreviato
    0 03

    Ottimismo diffuso dopo la riunione dell'Eurogruppo di ieri. Commento unanime: resta lavoro da fare ma ci sono stati significativi passi avanti. Mercoledì prossimo Eurogruppo, giovedì Consiglio UE. La prossima partita è sul debito.

    Aumentano con il passare delle ore le dichiarazioni di fiducia sull'esito della trattativa tra Atene e creditori, entrata nel vivo questa settimana. Dalla cancelliera Angela Merkel, che ha parlato di "molti giorni di questa settimana per arrivare ad una decisione", al presidente Hollande, che ha espresso fiducia confermando che due ministri greci resteranno a Bruxelles per limature al piano, i segnali stavolta fanno pensare ad un esito positivo.

    "Tsipras ci ha assicurato che continuerà a collaborare, le nuove proposte sono un passo molto positivo" ha detto il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, che aveva voluto questo summit per mettere fine "alle strategie e a questo gioco d'azzardo politico".

    bandiera della Grecia
    © Sputnik. Vladimir Rodionov
    Dopo l'Eurogruppo di ieri, in cui a dire la verità come sottolineato lo stesso presidente Jerome Dijsselbloem, la Grecia ha presentato la sua proposta "molto, molto tardi" e le parole del presidente della Commissione Juncker, che ha parlato di "accordo finale durante la settimana", un certo ottimismo comincia a respirarsi negli ambienti europei.

    Mercoledì prossimo altro Eurogruppo, che potrebbe dare l'ok al piano greco, in vista del summit di capi di Stato e di Governo del giorno successivo che potrebbe darne, questo è lo scenario più favorevole, l'approvazione definitiva.

    Con l'urgente necessità di liquidi in vista delle scadenze di fine mese e con le banche al collasso, Atene deve adesso stringere ed in caso di accordo verrebbero sbloccati i 7,2 miliardi di euro previsti dal piano del 2012.

    Bandiere di Grecia e UE
    © AP Photo/ Petros Giannakouri
    Come spiegato dal ministro greco per l'Economia Giorgios Stathakis alla BBC, il nuovo piano di Atene prevede tra le altre cose nuove tasse per i redditi alti e le aziende oltre un certo fatturato e l'aumento IVA, con esclusione di medicinali e libri ma senza ulteriori tagli a pensione e stipendi pubblici. Sempre in tema di previdenza, bloccati al 1 gennaio 2016 i prepensionamenti. Sul piano poi del deficit, Atene propone un avanzo primario, al netto degli interessi sul debito, dell'1% per il 2015, 2% per il 2016 e 3% nel 2017.

    Trovato l'accordo, Tsipras dovrà poi riuscire a tenere a bada il suo partito. Syriza infatti, spinge da sempre affinchè nell'accordo rientri anche un piano per la ristrutturazione del debito pubblico di Atene, arrivato a sforare 330 miliardi, al 180% del PIL, ma il premier greco sa che questa sarà un'altra partita, da giocare solo dopo avere raggiunto l'accordo per nuovi prestiti. 

    Correlati:

    L'Europa che non ci sta protesta a fianco della Grecia
    Francia: conseguenze imprevedibili, se Grecia esce dall’euro
    Grecia, banche pronte a forti prelievi di contante
    Tags:
    Accordo, PIL, IVA, Grexit, Eurogruppo, Commissione Europea, Giorgios Stathakis, Angela Merkel, Jeroen Dijsselbloem, Alexis Tsipras, Jean-Claude Juncker, Donald Tusk, UE, Grecia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik