07:37 05 Agosto 2020
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Tutti e dieci i diplomatici tunisini rapiti nei giorni scorsi nel consolato di Tripoli sono stati rimpatriati e stanno bene.

Lo ha confermato questa mattina il ministro degli Esteri tunisino, Taieb Baccouche. L'ultimo gruppo di sette diplomatici è stato liberato ieri mattina dalla milizia "Alba" della Libia, che controlla gran parte dell'area occidentale del paese nordafricano. Altri tre diplomatici erano stati rilasciati nei giorni scorsi. Esattamente una settimana fa, miliziani armati hanno assaltato la sede del consolato tunisino a Tripoli, dove ha sede il governo libico non riconosciuto dalla comunità internazionale.

Contestualmente alla liberazione degli ostaggi, le autorità tunisine hanno rilasciato dal carcere di Mornaguia il capo di una milizia armata affiliata ad "Alba" della Libia, Walid al Qalib, arrestato il 18 maggio scorso all'aeroporto di Tunisi.

Al Qalib fa parte della brigata al Saliani, attiva tra Tripoli e Misurata e responsabile del fermo di 172 cittadini tunisini avvenuto tre settimane fa. Nipote di un membro del governo di Tripoli, Walid al Qalib è membro di un'importante famiglia a cui fanno capo le 370 brigate che compongono le milizie di Misurata. L'uomo era stato arrestato in seguito alle accuse di abusi nei confronti di due imprenditori tunisini che avevano investito in Libia tra il 2011 e il 2012. Le autorità libiche legate al governo di Tripoli avevano chiesto l'estradizione di Walid al Qalib in base a un "accordo" tra i due paesi. Ed è proprio sulla base di questo accordo che i giudici della Corte di appello hanno deciso il suo rilascio.

L'accordo potrebbe quindi rappresentare una legittimazione dell'entità governativa di Tripoli.

La Libia è attualmente divisa in due autorità separate dallo scorso anno.
© Sputnik . Andrej Stenin
La Libia è attualmente divisa in due autorità separate dallo scorso anno.

La Libia è attualmente divisa in due autorità separate dallo scorso anno. Da una parte vi è un governo riconosciuto a livello internazionale con sede a Tobruk che opera nell'area orientale del paese. Ma a Tripoli c'è un governo sostenuto da gruppi islamisti che controlla gran parte delle regioni occidentali. A complicare ulteriormente la situazione, i militanti armati fedeli ad al Qaeda e allo Stato islamico controllano Sirte, città natale di Gheddafi sulla costa centrale del paese, e Derna, importante città portuale a est, minacciando sia Tripoli che Tobruk.

Il caos che regna in Libia rappresenta quindi una grave minaccia per la sicurezza in Tunisia e per tutta l'area mediterranea.

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liberazione, ostaggi, ministro degli Esteri, Tunisi, Libia
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