06:01 19 Novembre 2018
Assemblea Nazionale (Parlamento della Francia)

Francia, dei migranti se ne occupi l’Italia

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“Noi non li possiamo accogliere, bisogna che siano riportati alla frontiera, che ritornino in Africa", dichiara il ministro degli Interi francese, Bernard Cazeneuve.

Mentre l'UE convoca una riunione dei ministri degli Interni di Francia, Italia e Germania, nel tentativo di raggiungere un accordo sulle quote di migranti per paese, i vescovi francesi si oppongono alle scelte politiche d'oltralpe sull'immigrazione.

File di turisti in coda davanti alla biglietteria, migranti, in prevalenza eritrei, accampati tra le mura della stazione ferroviaria, panni stesi e furgoni della Croce Rossa all'esterno dell'edificio: così si presenta la stazione ferroviaria di Ventimiglia, la città dell'imperiese al confine con la Francia, tra nuovi e costanti arrivi, da Roma e dalla stessa Francia, dove molti profughi vengono bloccati e rimandati in Italia, alla frontiera.

Quella stessa frontiera che, secondo il ministro degli Interni francese, Bernard Cazeneuve, "non è chiusa", perchè la Francia sta semplicemente effettuando alcuni controlli nel rispetto del regolamento di Dublino II, secondo il quale i migranti devono essere "riammessi" nel paese dove sono stati registrati al primo sbarco, quindi, almeno in questo caso, in Italia. Il ministro, intervistato dall'emittente Bfmtv, ha ricordato che "dall'inizio dell'anno sono arrivati in Grecia 50mila migranti". Altrettanti sono giunti in Italia, ma, afferma Cazeneuve, "si tratta di migranti economici irregolari, che provengono dall'Africa dell'ovest e che sono in fuga non per ragioni collegate alle persecuzioni, ma alla volontà di vivere meglio in Europa. Noi non li possiamo accogliere, bisogna che siano riportati alla frontiera, che ritornino in Africa".  D'altronde, tuona il ministro, "dall'inizio dell'anno abbiamo avuto ottomila passaggi al confine e in seimila sono stati rimandati in Italia". Cazeneuve ha quindi chiesto l'istituzione di una "politica di asilo europea" e all'Italia la creazione di ulteriori centri d'accoglienza che effettuino una immediata distinzione tra immigrati economici irregolari e rifugiati.

Così, mentre la crisi diplomatica si acuisce, il commissario UE agli Affari interni, Dimitris Avramopoulos, ha annunciato un incontro tra i ministri degli Interni di Italia, Francia e Germania, a margine del Consiglio UE di domani a Lussemburgo, che si occuperà principalmente d'immigrazione. E Natasha Bertaud, sua portavoce, mentre difende il piano presentato dalla Commissione UE per la redistribuzione dei richiedenti asilo dall'Italia e dalla Grecia verso altri paesi, definendolo "equilibrato", fa sapere che l'UE non è "al corrente di nessun piano B" da parte dell'Italia sull'emergenza migratoria. Sulla reticenza di alcuni paesi ad accettare un sistema obbligatorio di suddivisione dei migranti, la portavoce spiega che non si tratta di quote ma di un sistema di "ricollocazione" e auspica "l'appoggio politico" di tutti i paesi dell'UE su questo punto cruciale.

Un appello alla solidarietà cristiana e alla responsabilità politica europea perché non si ceda alla logica dei "dispetti" e non si giochi "alle spalle e sulla pelle degli immigrati" giunge anche dai vescovi francesi. A lanciarlo è padre Lorenzo Prencipe, direttore del Servizio nazionale della pastorale dei migranti della Conferenza episcopale francese, che, come riferisce Radio vaticana, guarda con preoccupazione la situazione dei respingimenti da parte della gendarmeria francese degli immigrati a Ventimiglia.

La ragione di questo indurimento della politica francese verso l`immigrazione "è essenzialmente legata alla situazione politica elettorale in Francia" che il prossimo anno sarà di nuovo chiamata alle urne per eleggere il Presidente della Repubblica, afferma il sacerdote. Quanto sta accadendo tra Mentone e Ventimiglia è dunque un "segnale di forza e in un certo qual modo anche abbastanza ridicolo — afferma padre Precipe — che il governo manda all`opinione pubblica e al bacino elettorale. La Francia da un lato pensa e dice di essere traino in Europa e dall`altro frena su tutto quello che può essere politica di asilo e politica di immigrazione comune. Questo è il vero nocciolo del discorso". 

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migranti, Radio vaticana, Dimitris Avramopoulos, Bernard Cazeneuve, Africa, Germania, Grecia, Italia, Francia
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