09:26 24 Gennaio 2020
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Parti ancora distanti su misure fiscali e previdenziali permanenti. Varoufakis: Non escludo il Grexit. Borse a picco in apertura di contrattazioni.

Fallito l'ultimo negoziato tra Grecia e creditori nel fine settimana. Il tentativo di Juncker di trovare un accordo in extremis prima della riapertura odierna dei mercati ha dato esito negativo. Le dichiarazioni proveniente da Atene e Bruxelles hanno poi fatto il resto, mandando in rosso tutti i principali listini europei all'apertura delle contrattazioni di questa mattina, con Atene che fa segnare oltre il 6% di perdite.

Le parti sono molto distanti, secondo quanto confermato anche dalla portavoce della Commissione UE per gli Affari economici e finanziari.

"Sebbene qualche progresso sia stato fatto — ha fatto sapere Annika Breidthardt — il negoziato non è riuscito, poiché resta una significativa distanza tra i piani delle autorità greche e le richieste di Commissione, Bce e Fmi".

La trattativa sarebbe saltata a causa della distanza definita significativa, nell'ordine dello 0,5-1% del Pil, equivalente a due miliardi di euro, di misure fiscali permanenti su base annuale.

Atene dunque conferma quanto sostenuto dal premier Tsipras in queste ultime settimane: no a misure inostenibili. Niente tagli lineari a pensioni e salari ed un altro no ad ulteriori iniezioni di austerity, con il rincaro di luce e riscaldamento. Niente tagli insomma alle misure sociali promesse in campagna elettorale da Syriza, oggi al governo del Paese. A confermare la linea dell'intransigenza è stato Yanis Varoufakis sulle colonne della tedesca Bild.

"Io escludo una Grexit come soluzione ragionevole — ha detto il ministro delle Finanze ellenico — ma nessuno può escludere tutto: io non posso escludere che una cometa impatti la Terra".

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Tags:
Grexit, crisi, PIL, Jean-Claude Juncker, Yanis Varoufakis, Alexis Tsipras, UE, Grecia
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