06:41 23 Gennaio 2020
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Sei morti e tre case distrutte. Secondo l'agenzia "Saba", vi sarebbero inoltre diversi feriti, tra cui donne e bambini. Questo è il bilancio, in fase di aggiornamento, del bombardamento che la coalizione araba a guida saudita ha condotto stamane nella città vecchia di Sana’a.

Già martedì scorso gli attacchi aerei avevano ucciso almeno 19 persone in una rappresaglia per l'uccisione di due militari sauditi da parte del degli Houthi. Nella sola giornata di mercoledì, oltre 100 feriti, tra cui donne e bambini, sono stati curati da Medici Senza Frontiere ad Aden a causa dei pesanti bombardamenti sulla zona residenziale di Al-Basateen.

Questi sviluppi avvengono mentre domenica a Ginevra sono previsti dei colloqui tra i rappresentanti del gruppo sciita Houthi e gli esponenti del governo in esilio del presidente Abd Rabbou Mansour Hadi.

La delegazione del governo intende chiedere l'attuazione della risoluzione 2216, approvata ad aprile dal Consiglio di Sicurezza, che impone agli Houthi di ritirarsi. ll ministro degli Esteri del Qatar, Khalid al-Attiyah, ha confermato che la campagna militare guidata dall'Arabia Saudita, proseguirà e ha aggiunto che

"il consiglio di cooperazione del Golfo è in grado di proteggere i suoi interessi strategici".

La comunità internazionale, invece, auspica che Hadi accetti un compromesso valido per entrambe le parti. Alla sessione di apertura di domenica parteciperà anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, il quale ha invitato le parti a sedersi al tavolo dei colloqui "senza precondizioni". Secondo Ban, gli obiettivi del processo di pace dovranno essere l'entrata in vigore di un nuovo cessate il fuoco, per accelerare la consegna degli aiuti umanitari alla popolazione e consentire l'attuazione di un piano per il ritiro degli Houthi dalle zone conquistate.

I jihadisti di ISIL
© REUTERS / Stringer

Oggi, per la prima volta gli aerei da guerra hanno colpito Qassimi, il quartiere storico della capitale yemenita. La città vecchia è abitata da più di 2.500 anni, vanta un patrimonio culturale e architettonico composto da ben 103 moschee, 14 hammam e 6.000 case costruite prima dell'undicesimo secolo. Fu inserita nel patrimonio dell'Unesco già nel 1986. Qassimi è uno dei centri principali di diffusione dell'Islam. Le case a più piani sono state costruite con terra battuta e mattoni cotti. Ogni edificio è decorato con motivi geometrici di cotto e gesso bianco, ispirati all'arte islamica tradizionale.

L'Unesco ha prontamente condannato il raid aereo. ''Questa distruzione peggiora solo la situazione umanitaria e io ribadisco a tutte le parti di rispettare e proteggere l'eredità culturale dello Yemen'', ha dichiarato il direttore generale dell'Unesco, Irina Bokova in un comunicato.

Tragico il conto delle vittime. Dal 26 marzo, 3.227 persone sono rimaste ferite e 1.037 civili sono stati uccisi. Tra essi, 130 donne e 234 bambini. Lo ha riferito proprio poche ore fa Stephane Dujarric, portavoce delle Nazioni Unite, citando gli ultimi dati diffusi dall'Ufficio delle Nazioni Unite dell'Alto Commissario per i Diritti Umani. 

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Tags:
Bombardamenti, Unesco, ISIS, Arabia Saudita, Yemen
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