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    Il presidente della FIFA Blatter parla al congresso di Zurigo.

    La Russia non rischia di perdere i Mondiali del 2018

    © REUTERS/ Arnd Wiegmann
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    Marina Tantushyan
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    Il mondo si spacca per un grande scandalo che ha travolto come un terremoto la FIFA e l'universo calcistico trasformandosi velocemente da un problema puramente sportiva a una vicenda internazionale.

    Prima gli agenti statunitensi hanno messo le manette ai polsi di 9 alti dirigenti dell'organizzazione che sono sospettati di corruzione di grande livello. E adesso dagli Stati Uniti arriva la notizia che il presidente dimissionario della Fifa Sepp Blatter è sotto inchiesta del ministero della Giustizia Usa e dell'FBI.

    John Cavenaghi, esperto di calcio, co-fondatore  del sito www.serieaddicted.com ha raccontato a Sputnik-Italia le radici di questo scandalo.

    — Si aspettava uno tsunami di queste dimensioni? E' la prima volta che la FIFA è stata coinvolta in uno scandalo cosi clamoroso?

    - "Non mi sorprende, ma no, non me l'aspettavo, del resto era difficile prevedere una cosa del genere. E il motivo è proprio perché conosciamo la FIFA: nonostante tutti sapessero che c'era qualcosa che non andava (le tangenti e la corruzione in quest'organizzazione purtroppo non sono una novità), avevo la sensazione che proprio perché' era talmente radicata quest'usanza, questa cultura, non sarebbe mai uscito niente. Pensavo che ci sarebbe sempre stata una copertura, soprattutto dall'interno. Infatti, non mi stupisce che tutto ciò sia partito dall'esterno, da un corpo estraneo che si chiama FBI che è dovuto intervenire per aprire questo "vaso di Pandora".

    Questo scandalo non è il primo ma è sicuramente il più clamoroso anche perché la FIFA è diventata un attore politico-economico globale molto importante negli ultimi anni — basti pensare che la FIFA conti più associati dell'ONU (209 vs 193, ndr), che i ricavi sono in costante ascesa, e che le riserve della FIFA sono aumentate del 350% negli ultimi dieci anni. E' chiaro che uno scandalo di questo genere, in un'organizzazione che ha acquisito questa centralità, ha un impatto e una risonanza diversi rispetto a tutto ciò che può essere successo fino a 30-40 anni, a maggior ragione se si pensa al coinvolgimento diretto del presidente in carica, come era Sepp Blatter fino a pochi giorni fa. 

    - Riguardo questa vicenda ci sono ancora tante aree grigie. Una di loro indubbiamente riguarda le dimissioni inaspettate di Joseph Blatter. Perché, a Suo avviso, Blatter è andato via subito dopo la sua rielezione? L'ha fatto davvero, come dice lui stesso "per il bene del calcio" oppure ci sono state altre ragioni che lo hanno spinto di fare questo passo? 

    - "Credo che non sia stata una sua scelta di dimettersi subito dopo la rielezione. Lui, quando è stato rieletto, probabilmente era convinto di poterla scampare anche questa volta. Se guardiamo alle dichiarazioni che Blatter ha rilasciato subito dopo la rielezione  nei confronti di Platini  e di tutte le persone che non hanno votato per lui, sono dichiarazioni quasi minacciose, di una persona molto sicura di sé. Probabilmente tra le elezioni e le dimissioni è essere emerso qualcosa che ancora noi non sappiamo circa il suo coinvolgimento nelle indagini. Blatter ancora ufficialmente non figura tra gli indagati, però immagino che abbia capito che nemmeno lui riuscirà ad uscirne pulito e quindi ha preso forse la decisione più saggia".


    Il video di presentazione degli stadi dei Mondiali 2018


    — Per il tabloid inglese Sunday Times, i mondiali di calcio del 2010 sarebbero dovuti essere assegnati al Marocco, ma il Sudafrica aveva pagato mazzette. Intanto, gli inquirenti svizzeri, parallelamente, hanno aperto un'altra indagine per capire cosa ci sia alla base dell'assegnazione dei Mondiali 2018 e 2022 rispettivamente a Russia e Qatar. Crede che anche questi tornei adesso siano a rischio?

    - "Effettivamente sembra che il Sudafrica abbia pagato delle tangenti, ma la cosa più triste è che anche il Marocco sembra che le abbia offerte. Il problema è che il Marocco aveva offerto di meno. Questo dimostra che tutto il sistema è marcio: non è una questione di singoli paesi ma di una prassi che ormai sta emergendo come un modus operandi consolidato.

    Per quanto invece riguarda l'assegnazione dei Mondiali alla Russia e al Qatar, pochi giorni fa il Presidente ad interim della FIFA (la persona che ha sostituito per questi mesi Blatter)  Domenico Scala ha dichiarato che se dovesse emergere la prova che le vittorie di Qatar e Russia sono arrivate solo grazie ai voti comprati, l' assegnazione dovrebbe essere invalidata.

    Se poi andiamo a vedere nei fatti, secondo me, le posizioni di Russia e Qatar sono molto diverse. I mondiali in Russia dovrebbero tenersi fra tre anni. Se pensiamo che il Congresso straordinario per l'elezione del nuovo presidente della FIFA sarà presumibilmente all'inizio del 2016- solo due anni e mezzo prima dei mondiali-, che solo in seguito il comitato esecutivo dovrebbe deliberare la riassegnazione dei mondiali- tra l'atro solo in presenza di prove scaccianti dato che il regolamento FIFA non  prevede un cambio di sede per tangenti e corruzione in generale, ma solo per un generico "situazioni impreviste e causa di forza maggiore" (art. 85, Statuto FIFA), e che poi ci sarebbero battaglie legali a non finire, ci rendiamo conto che non ci sarebbe il tempo materiale per organizzare un evento di tale portata in una sede differente. In definitiva, io non credo che la Russia rischi il mondiale.

    Il Qatar è in una posizione diversa. Prima di tutto, mancano sette anni quindi ci sarebbe tutto il tempo per organizzarsi altrimenti. Poi, secondo me, i mondiali in Qatar non hanno alcun senso, è stata una forzatura abbastanza difficile da comprendere- se non per questioni poco trasparenti- anche soltanto per il discorso del calendario: questi mondiali dovrebbero essere giocati in inverno a causa del caldo torrido che c'è in estate e, quindi, in contrasto con tutti i calendari dei campionati più importanti e della Champions League. Il Qatar è un paese piccolo e isolato che non ha nessuna cultura calcistica, non ha tifosi, la sua nazionale non si è mai nemmeno qualificata per i mondiali. Secondo me, alla fine, i mondiali di Qatar saranno riassegnati, mentre i mondiali in Russia hanno un senso per l'importanza del paese, l'importanza anche geopolitica ed economica a prescindere da quello che c'è stato dietro".

    Come cambierà la mappa del potere intorno al pallone dopo Blatter? 

    - "E' una bella domanda! E' ancora troppo presto per prevedere ciò perché bisogna capire chi sarà il successore di Blatter. Sarà un uomo di fiducia del presidente dimissionario, o una figura nuova? Attenzione perché Blatter gode ancora dei favori di molte federazioni, soprattutto le più piccole che in questi anni lui si è coltivato per costruirsi una forte maggioranza nel congresso, e lo dimostra la surreale standing ovation che gli hanno dedicato subito dopo la rielezione di due settimane fa, nonostante lo scandalo già scoppiato.

    Diventa difficile fare una valutazione di questo tipo ora, non sapendo chi arriverà. Secondo me, la FIFA ha bisogno di una persona nuova, possibilmente anche di qualcuno che il calcio lo conosca. Infatti, Platini tutto sommato sta dimostrando che un calciatore può essere in grado di guidare una confederazione come l'UEFA. Ci vuole un calciatore con un certo carisma che soprattutto dia un'idea di pulizia e di rinnovamento della FIFA".

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    calcio, Mondiali di calcio 2018, Michel Platini, Joseph Blatter, America Latina, Africa, Qatar, Svizzera, USA, Russia
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