09:52 18 Dicembre 2017
Roma+ 4°C
Mosca+ 0°C
    Incrociatore missilistico Marina russa Moskva

    Altro schiaffo ad USA nel Mediterraneo: esercitazioni navali congiunte di Russia ed Egitto

    © Sputnik. Vasiliy Batanov
    Mondo
    URL abbreviato
    0 211

    Dal 6 al 14 giugno nel Mediterraneo si svolgono le esercitazioni navali russo-egiziane "Bridge of Friendship 2015" (“Ponte di Amicizia 2015”). Le navi da guerra russe ed egiziane, con il supporto dell'Aviazione, elaboreranno manovre per la protezione delle rotte e collegamenti marini da varie minacce.

    Durante la fase attiva delle esercitazioni, che inizierà il 10 giugno, verranno effettuati in comune spari. Per la Marina russa sono coinvolti l'incrociatore missilistico "Moskva", la nave lanciamissili "Samum", la grande nave da sbarco "Alexander Shabalin", la nave cargo "Ivan Bubnov" e il rimorchiatore "MB-31". Per la Marina egiziana saranno operative le fregate "Taba" e "Damietta", la nave cargo "Shalateen", 2 navi lanciamissili, 2 caccia "F-16" ed 1 elicottero di controllo.

    Il quartier generale delle manovre si trova nel Centro di comando della Marina d'Egitto ad Alessandria. Il comando operativo delle esercitazioni si trova a bordo della nave alla guida del distaccamento russo, ovvero l'incrociatore "Moskva". Queste esercitazioni congiunte erano state preparate e discusse in dettaglio nel corso dei colloqui tra il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu e il presidente del Consiglio militare supremo della Repubblica araba d'Egitto Sedqy Sobhy Said Ahmed.

    Secondo il ministero della Difesa russo, si effettuano le esercitazioni per lo sviluppo della cooperazione navale tra la Russia e l'Egitto, per migliorare la sicurezza e la stabilità navale, per lo scambio di esperienze e per dare una risposta comune alle sfide attuali nelle rotte delle navi da trasporto. Eppure i marinai dei due Paesi non solo creano un "ponte di amicizia". Tali manovre sono un segnale agli Stati Uniti sulla fine del periodo del loro predominio nel Mediterraneo.

    Il segnale è evidente. La Marina Militare egiziana è la più grande in Africa e nel mondo arabo, annovera più di 60 navi di superficie di vario tipo, 4 sommergibili e circa 20mila soldati. Il fiore all'occhiello della flotta navale si compone di 6 fregate modernizzate "Oliver Hazard Perry" (di fabbricazione americana). Rilevanti sono i mezzi antisommergibile e le forze navali antimine. La Guardia Costiera ha in dotazione oltre 100 motovedette con una massa da 18 a 110 tonnellate. L'Aviazione navale è rappresentata da 24 elicotteri antisommergibile di produzione inglese e francese ("MK46", "Mk47", "SA-342") e da 2 velivoli da pattugliamento marittimo "Beechcraft 1900C", di fabbricazione USA.

    Negli anni '60 il principale fornitore di armi dell'Egitto era l'Unione Sovietica (sono state consegnate 14.633 unità di sottomarini dei soli progetti 613 e 633), ma nei nostri giorni tutto è stato rimosso. L'equipaggiamento militare esistente è di produzione occidentale. Per molto tempo l'Egitto aveva come modello gli Stati Uniti e comprava armi americane. Tuttavia la presunzione degli USA e dei suoi alleati e la serie di manifestazioni e colpi di stato nel mondo arabo orientale, in Europa e in Asia, hanno provocato la revisione delle relazioni e la diversificazione della cooperazione tecnico-militare ed hanno messo l'Egitto davanti ad una scelta: rimanere un giocattolo politico degli Stati Uniti o perseguire uno sviluppo indipendente. L'Egitto ha fatto la sua scelta: effettua manovre congiunte e ravviva la cooperazione tecnico-militare con la Russia. Di fatto accade nelle acque interne della NATO, dove prima gli Stati Uniti si sentivano l'unica potenza egemone. Naturalmente una tale attività politico-militare nel Mediterraneo è vista come una sfida dagli Stati Uniti. Tuttavia possono opporsi con pochi mezzi. Una risposta di forza significherebbe un passaggio verso un conflitto su vasta scala con la Russia.

    La parte orientale del Mediterraneo comprende gli Stati della NATO, come la Grecia e la Turchia, così come i Paesi caldi (indipendentemente dalla stagione), ovvero Siria, Libano, Israele, Egitto e Libia. Nella parte occidentale del Mediterraneo ci sono i Paesi della NATO come Spagna, Francia, Italia e i Paesi africani indipendenti, rappresentati da Tunisia, Algeria, Marocco. Nella regione ci sono molti interessi e forze divergenti. Non tutti gli Stati possono permettersi in queste zone uno squadrone navale permanente e regolari manovre congiunte (recentemente sono terminate le esercitazioni russo-cinesi). La Russia può. Con successo sta implementando una cooperazione navale internazionale.

    Nel Mediterraneo avvicina la Russia e l'Egitto l'aspirazione verso rapporti prevedibili, la stabilità politica e la sicurezza delle rotte marittime. Lo scorso febbraio Vladimir Putin e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi avevano convenuto di intensificare la cooperazione a 360 gradi. Uno stimolo supplementare lo ha ricevuto la cooperazione tecnico-militare. Il riavvicinamento di Russia ed Egitto è stato valutato da molti analisti come uno schiaffo all'America. Ancora un altro "Ponte di Amicizia 2015".

     

     

    Tags:
    Geopolitica, Cooperazione militare, Esercitazioni navali, Marina Militare, Sergey Shoygu, USA, Mediterraneo, Russia, Egitto
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik