12:58 24 Febbraio 2018
Roma+ 10°C
Mosca-10°C
    Petr Poroshenko

    Kiev autorizza intervento di truppe straniere

    © AP Photo/ Alexander Zemlianichenko
    Mondo
    URL abbreviato
    0 111

    Il presidente Poroshenko continua i suoi tentativi di internazionalizzare la guerra civile in Ucraina. Tuttavia, secondo l’inviato speciale della rivista “Expert” Gevorg Mirzayan, al momento questi tentativi non hanno avuto successo.

    Dopo aver visto che Mosca non esiterà a difendere i suoi interessi nazionali, Stati Uniti e UE non hanno fretta di sostenere le iniziative militari del regime di Kiev.

    Le autorità dell'Ucraina stanno facendo di tutto per assicurare l'invio di truppe occidentali nel paese, scrive Gevorg Mirzayan, commentando la nuova legge ucraina approvata dalla Rada Suprema il 4 giugno, intitolata "Sulle modalità di ingresso e di permanenza dei reparti delle forze armate di Stati stranieri in territorio dell'Ucraina".

    In conformità all'emendamento votato dai deputati ucraini, le truppe di altri Stati possono entrare nel paese "su richiesta dell'Ucraina per aiutarla a svolgere, nel suo territorio, un'operazione internazionale di mantenimento della pace e della sicurezza sulla base della relativa decisione dell'ONU e/o dell'UE".

    Teoricamente l'Occidente potrebbe decidere di inviare una forza di pace, ma Mosca ha già dichiarato che tale passo non rimarrà senza risposta, e la risposta sarà multidimensionale. A Bruxelles il buon senso non manca, pertanto l'Europa non dovrebbe inviare nessun contingente lasciandosi coinvolgere nella guerra civile che è in corso in Ucraina, in quanto ciò significherebbe il rischio di un conflitto a tutto campo con Mosca. I politici responsabili dei paesi occidentali non prendono sul serio le dichiarazioni di Petr Poroshenko, secondo cui l'Ucraina è uno scudo che difende l'Europa dalla Russia, pertanto anche l'Europa dovrebbe difenderla. Persino il segretario della NATO Jens Stoltenberg, che non si stanca di parlare della presenza di truppe russe nel Donbass, giovedì scorso ha rilevato che "da parte dell'Est non vediamo minaccia diretta a nessuno dei paesi NATO".

    Per quanto riguarda la fornitura di armi, le cose per Kiev stanno un pò meglio.

    "Con 11 paesi abbiamo firmato contratti per la fornitura di armi, comprese le armi letali, un importante progresso è stato raggiunto anche sul piano della posizione del nostro alleato principale, cioè gli Stati Uniti", — ha dichiarato tempo fa il presidente dell'Ucraina.

    Da parte di Poroshenko è stato un netto rimprovero all'Unione Europea che nel problema della fornitura di armi occupa una posizione molto più rigida. A proposito, in Europa a invocare l'invio di armi sono soprattutto i politici che non hanno alcun peso reale.

    Dalle parole di Poroshenko non è chiaro di quali 11 paesi stia parlando, ma probabilmene sono quelli che hanno promesso a determinare forze negli USA di riesportare verso Kiev le armi americane.

    Tuttavia, anche la posizione del "principale alleato" di Kiev sta cambiando e non come vorrebbe Poroshenko. I dirigenti del Pentagono hanno auspicato un allentamento delle sanzioni contro Mosca, dichiarando che il divieto di importazione dei motori missilistici russi ha messo in difficoltà una serie di programmi militari. Per quanto riguarda il presidente Obama, continua a pronunciarsi contro la politica di Poroshenko mirante a fomentare il conflitto nel Donbass, perché la sua amministrazione vuole finire tranquillamente il suo mandato, evitando una scalata del conflitto con la Russia, tanto più che lo dovrebbe fare soltanto per fare un favore al regime ucraino.

    Correlati:

    “Poroshenko sfrutta guerra nel Donbass per assolversi da fallimento sua politica”
    Poroshenko insiste: il conflitto nel Donbass non è “interno”
    Poroshenko conferma strategia di sicurezza nazionale: sì ad Ucraina nella NATO
    La commedia dell'arte di Petr Poroshenko: una tragedia
    Tags:
    Petro Poroshenko, Unione Europea, ONU, Rada Suprema, NATO, Jens Stoltenberg, Europa, Donbass
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik