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    Bandiere Cina e USA

    Gli USA premono la Cina, ma difficilmente la schiacceranno

    © AP Photo/ Ng Han Guan, Pool
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    Agli USA non bastano il controllo sull'Europa, la destabilizzazione dell'Ucraina e la serie infinita di rivoluzioni e conflitti locali in Nord Africa e in Medio Oriente. Vogliono avere in esclusiva la regia di tutti i processi nella regione asiatico-pacifica.

    Recentemente si sono esacerbate le dispute territoriali attorno al Mare Cinese Meridionale e al Mare Cinese Orientale. Si tratta di isole contese e zone ricche di risorse biologiche e minerali. Manca la comprensione reciproca in merito a chi debbano appartenere tra Cina, Giappone, Filippine, Vietnam ed altri Paesi vicini. Contemporaneamente il controllo di queste zone  assicura non solo vantaggi economici, ma anche il predominio strategico. Le rivendicazioni storiche della Cina, così come le sue dichiarazioni relative alla possibilità di istituire uno scudo missilistico nella zona del Mar Cinese Meridionale, hanno provocato una reazione estremamente negativa da parte di Washington. Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Ashton Carter ha quasi categoricamente esortato ad interrompere ogni attività nelle acque contese del Mar Cinese Meridionale dal momento che, a suo parere, destabilizzano la regione. Inoltre il numero uno del Pentagono ha promesso che gli Stati Uniti rafforzeranno la propria presenza nella regione asiatico-pacifica: sia in aria e sia in mare.

    In precedenza Barack Obama aveva dichiarato che le azioni della Cina sono illegali e aggressive e che Pechino non sempre si attiene alle "norme e leggi internazionali" quando si tratta di dispute territoriali. Ha accusato la Cina di sfruttare la sua superiorità in termini di dimensioni e forza per mettere all'angolo i Paesi vicini. A Pechino giustamente e con pacatezza hanno osservato che gli Stati Uniti non dovrebbero interferire in questioni che non li riguardano. Ma allo stesso tempo hanno annunciato una nuova strategia militare. In essa si chiarisce che la Marina cinese non si occuperà solo della difesa delle acque territoriali nazionali, ma anche di salvaguardare gli interessi della Cina negli oceani del mondo, lontano dalle proprie coste. E' abbastanza logico per un Paese come la Cina.

    Nave militare cinese
    © Sputnik. Russian Defense Ministry press service

    Alcuni analisti dipingono un quadro di una guerra apocalittica che potrebbe scoppiare nel Mare Cinese Meridionale e diventare l'inizio della Terza Guerra Mondiale. Tuttavia le persone più lucide sono convinte che gli americani agiscano sfacciatamente solo fino ad un certo punto, prima di fare dietrofront e rinunciare a tutto. A Washington chi vorrà combattere contro una potenza nucleare che, se lo si desidera, può far crollare l'intera economia americana?!

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    Tags:
    conflitto, pressione, Ashton Carter, Barack Obama, Pechino, USA, Cina, Washington
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